LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –
Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –
Dott. PARZIALE Ippolisto – rel. Consigliere –
Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –
Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –
ha pronunciato la seguente:
ordinanza
sul ricorso 341/2008 proposto da:
S.M., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR 10, presso lo studio dell’avvocato MINZI MASSIMO, che lo rappresenta e difende, come da procura speciale a margine del ricorso;
– ricorrente –
contro
PREFETTURA DI ROMA;
– intimata –
avverso la sentenza n. 1193/2007 del GIUDICE DI PACE di ROMA, depositatali 12/01/2007;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 19/02/2010 dal Consigliere Dott. IPPOLISTO PARZIALE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. LECCISI Giampaolo, che nulla osserva.
FATTO E DIRITTO
1. – Si tratta di ricorso avverso sentenza del giudice di pace, resa all’esito del giudizio di opposizione a sanzione amministrativa L. n. 689 del 1981, ex art. 23, pubblicata in data successiva all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 40 del 2006, che ha definito una diversa disciplina del regime delle impugnazioni per tali sentenze (appello e non ricorso per Cassazione).
2. – Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il consigliere relatore delegato ha depositato relazione con la quale ritiene che il ricorso possa essere dichiarato inammissibile. La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti.
3. – Non sono state depositate memorie.
4. – Il ricorso e inammissibile.
Il ricorso, infatti, è stato proposto avverso un provvedimento appellabile e non direttamente ricorribile in Cassazione.
L’art. 26, del citato Decreto Legislativo ha abrogato la L. n. 689 del 1981, art. 23, u.c., che consentiva l’immediata ricorribilità in Cassazione dei provvedimenti emessi all’esito della procedura delineata dal predetto art. 23, e ne ha previsto (modificando l’art. 23, comma 5 citato) l’appellabilità. Il successivo art. 27, di tale Decreto, dettando la disciplina transitoria, ha previsto, al comma 5, che tale nuova disciplina si applica “alle ordinante pronunciate ed alle sentente pubblicate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Il decreto legislativo in questione è stato pubblicato nella G.U., del 15 febbraio 2006 ed è entrato in vigore il quindicesimo giorno successivo (il 2 marzo 2006).
Il provvedimento oggi impugnato rientra nella previsione della disciplina transitoria appena richiamata con la conseguenza che il regime delle impugnazioni è quello dettata dal nuovo testo della L. n. 689 del 1981, art. 23, (appello e non ricorso per cassazione).
PQM
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 19 febbraio 2010.
Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2010