Corte di Cassazione, sez. VI Civile, Ordinanza n.13123 del 15/06/2011

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 25401/2009 proposto da:

B.C. ***** elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEGLI SCIPIONI 132, presso lo studio dell’avvocato MORGANTI Pietro, che lo rappresenta e difende, giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

B.A. *****, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DEL VIGNOLA 5, presso lo studio dell’avvocato RANUZZI Livia, che la rappresenta e difende, giusta mandato a margine del controricorso e ricorso incidentale;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

– ricorrenti incidentali –

avverso la sentenza n. 3116/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA del 18/02/2009, depositata il 22/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 28/04/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito l’Avvocato Morgani Pietro, difensore del ricorrente che si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. IMMACOLATA ZENO che nulla osserva.

FATTO E DIRITTO

B.C. ha impugnato sentenza della Corte d’appello di Roma del 22/07/2009, che l’ha condannato al pagamento di assegno mensile di Euro 500,00 a favore della moglie divorziata B.A..

La B. resiste con controricorso e propone ricorso incidentale per l’elevazione dell’assegno. Vanno riuniti i ricorsi, ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

Quanto al primo motivo del ricorso principale, è evidente l’impossibilità di comparare le risultanze del procedimento di separazione e di quello di divorzio, anche relativamente all’assegno, considerata l’autonomia dei giudizi e la differente natura e carattere dei rispettivi assegni.

Quanto agli altri due motivi, e all’unico del ricorso incidentale, il giudice valuta correttamente an e quantum dell’assegno, considerando, con motivazione adeguata, redditi e proprietà delle parti (non le condizioni di salute di entrambi), non ravvisando prova che incidesse sui redditti) per concludere che l’importo dell’assegno, assai limitato, è un contributo parziale, e non sostitutivo, correlato alle posizioni economiche delle parti, in modo che la B. possa pervenire ad un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio.

I ricorsi, nella sostanza, introducono profili di fatto insuscettibili di valutazione in questa sede e vanno pertanto dichiarati inammissibili.

Il tenore della decisione richiede che le spese di giudizio siano compensate.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi e li dichiara inammissibili; dichiara compensate le spese del presente giudizio di legittimità tra le parti.

Così deciso in Roma, il 28 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 15 giugno 2011

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