LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –
Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –
Dott. PARZIALE Ippolisto – rel. Consigliere –
Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –
Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –
ha pronunciato la seguente:
ordinanza
sul ricorso 15170/2009 proposto da:
Z.G. *****, C.A.
*****, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA FEDERICO CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato MANZI Luigi, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato MICHIELAN PRIMIO, giusta mandato margine del ricorso:
– ricorrente –
e contro
P.A., + ALTRI OMESSI
;
– intimati –
avverso la sentenza n. 667/2008 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA del 17/7/06, depositata il 07/05/2008;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio dell’11/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. IPPOLISTO PARZIALE;
udito per i ricorrenti l’Avvocato COGLITORE EMANUELE, per delega dell’Avvocato MANZI LUIGI che si riporta agli scritti;
è presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RENATO FINOCCHI GHERSI, che ha concluso per la trattazione in pubblica udienza o per il rigetto del ricorso.
FATTO E DIRITTO
Parte ricorrente ha proposto ricorso per cassazione avverso il provvedimento suindicato.
Parte intimata non ha svolto attività difensiva in questa sede.
Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il Consigliere relatore delegato ha depositato relazione con la quale ha rilevato che non risultava l’avvenuto deposito dell’avviso di ricevimento delle notifiche effettuate a mezzo del servizio postale ai sensi dell’art. 149 cod. proc. civ..
La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti costituite.
Il deposito degli avvisi è stato effettuato regolarmente.
Il collegio ritiene che non emergono elementi decisori tali da giustificare una decisione in Camera di consiglio.
P.T.M.
La Corte rinvia a nuovo ruolo, mandando alla cancelleria di trasmettere gli atti alla Seconda Sezione per la trattazione in pubblica udienza.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 marzo 2011.
Depositato in Cancelleria il 4 luglio 2011