Corte di Cassazione, sez. I Civile, Sentenza n.6969 del 25/03/2011

Pubblicato il

Condividi su FacebookCondividi su LinkedinCondividi su Twitter

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITRONE Ugo – Presidente –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

CURATELA DEL FALLIMENTO DELLA FRIGOSPADA S.R.L., gia’ da Floridia, in persona del Curatore Avv. M.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FABIO MASSIMO 88, presso l’avvocato D’AMICO GIOVANNI, rappresentata e difesa dall’avvocato BANDIERA ANTONIO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (c.f. *****), in persona del Presidente pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati CORRERA FABRIZIO, CORETTI ANTONIETTA, PULLI CLEMENTINA, giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 426/2005 della CORTE D’APPELLO di CATANIA, depositata il 20/04/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28/02/2011 dal Consigliere Dott. RAGONESI Vittorio;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. PRATIS Pierfelice che ha concluso per l’inammissibilita’ del ricorso.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte d’Appello di Catania , con sentenza 426/05, rigettava l’appello proposto dal fallimento della Frigospada srl contro la sentenza depositata il 16.1.01, pronunziata dal Tribunale di Siracusa nel giudizio di opposizione allo stato passivo promosso dall’INPS contro la curatela del fallimento con cui era stato ammesso al passivo il credito dell’Istituto previdenziale.

Avverso detta sentenza ricorre per cassazione il Fallimento della Frigospada srl sulla base di un unico motivo cui resiste con controricorso l’INPS.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va preliminarmente esaminata l’eccezione di inammissibilita’ del ricorso per tardivita’ sollevata dall’INPS. L’eccezione e’ fondata.

La L. Fall., art. 99, nella versione applicabile ratione temporis, prevede che, nel caso di cause di opposizione allo stato passivo, il termine per proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di appello e’ di trenta giorni decorrenti dalla notifica della sentenza di secondo grado (Cass. 11.12.1990 n. 11790, Cass. 1.6.1994 n. 5330, Cass. 28.2.1996 n. 1591, Cass. 19.9.1997 n. 9302, Cass. 3.7.1998 n. 6515).

Nel caso di specie, la sentenza di appello risulta notificata il 30.6.05 mentre il ricorso e’ stato notificato il 14.10.05 ben oltre, quindi, il termine di trenta giorni di cui sopra, venuto a scadenza il 30.7.05.

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile Segue alla soccombenza la condanna al pagamento delle spese di giudizio liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio liquidate in Euro 5000,00 per onorari oltre Euro 200,00 per esborsi oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 28 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 25 marzo 2011

©2024 misterlex.it - [email protected] - Privacy - P.I. 02029690472