Corte di Cassazione, sez. VI Civile, Ordinanza n.9735 del 03/05/2011

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – rel. Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

P.G. *****, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato ROSELLA ZOFREA, rappresentato e difeso dall’avvocato SCILLIA GIUSEPPE, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

TELECOM ITALIA SPA ***** in persona del procuratore speciale e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA DELLA LIBERTA’ 13, presso lo studio dell’avvocato CASTELLI AVOLIO GIUSEPPE, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati BRIGUGLIO ANTONIO, ZOPPINI ANDREA, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 690/2009 del TRIBUNALE di LAMEZIA TERME del 29.5.09, depositata il 06/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 31/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA VIVALDI;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. FUCCI Costantino.

PREMESSO IN FATTO

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione: “1. – P.G. ha proposto ricorso per Cassazione avverso la sentenza del tribunale di Lamezia Terme, indicata in ricorso come la n. 66/2009, emessa dal G.U. dr. C. Fontanazza, con la quale, in riforma della sentenza del giudice di pace di Maida, sarebbe stato accolto l’appello proposto da Telecom Italia spa dichiarando l’incompetenza per valore del giudice di pace in favore del tribunale e l’improponibilita’ delle domande avanzate dal ricorrente. Resiste con controricorso la Telecom, la quale rileva l’inammissibilita’ del ricorso per violazione dell’art. 360 bis c.p.c..

Il deposito della sentenza n. 690 del 2009 allegata al presente ricorso comporta l’applicabilita’ della norma di cui all’art. 360 bis c.p.c. (introdotta dalla L. n. 69 del 2009). Il ricorso e’ improcedibile.

Non risulta, infatti, depositata la sentenza che si dichiara in ricorso impugnata (n. 66/2009 la quale peraltro riguarda causa tra Telecom Italia spa e M.G.), ma allegata e depositata con il ricorso e’ la diversa sentenza n. 690/2009 – emessa a seguito di appello avverso sentenza (n. 2462/2005) del Giudice di pace di Lamezia Terme – pubblicata il 6.7.2009, dello stesso tribunale, ma in persona di La relazione e’ stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti.

Non sono state presentate conclusioni scritte, ne’ alcuna delle parti e’ stata ascoltata in camera di consiglio.

RITENUTO IN DIRITTO

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione.

Conclusivamente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile.

Le spese seguono la soccombenza e, liquidate come in dispositivo, vanno poste a carico del ricorrente.

P.Q.M.

LA CORTE dichiara improcedibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in complessivi Euro 1.200,00, di cui Euro 1.000,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.

Cosi’ deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione terza civile della Corte suprema di cassazione, il 31 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 3 maggio 2011

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