Corte di Cassazione, sez. VI Civile, Ordinanza n.5264 del 26/02/2020

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LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. CASADONTE Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA DI CORREZIONE ERRORE MATERIALE sul ricorso 17183-2019 proposto da:

M.F., elettivamente domiciliato in Roma, Via Teulada, 55, presso lo studio dell’avvocato Marconi Francesco, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

B.R., elettivamente domiciliato in Roma, Via S. Caterina Da Siena 46, presso lo studio dell’avvocato Frisina Pasquale, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato De Belardini Massimo;

– resistente-

avverso l’ordinanza n. 14393/2019 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di Roma, depositata il 27/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10/10/2019 dal Consigliere Casadonte Annamaria.

RILEVATO

Che:

– con istanza del 28 maggio 2019, il ricorrente, premette che, con ordinanza di questa Corte n. 14393/19 del 27 maggio 2019, era stato dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione proposto dall’odierno intimato B.R. avverso la sentenza n. 3836/2018 della Corte Suprema di Cassazione di Roma, depositata il 16/02/2018, disponendosi altresì la condanna al rimborso delle spese di lite;

– il ricorrente evidenzia tuttavia che nella condanna de qua non sia stata accompagnata anche la liquidazione e distrazione delle spese in favore del procuratore dell’allora controricorrente, sebbene l’istanza di distrazione fosse stata tempestivamente avanzata dall’avv. M.F., quale difensore della resistente.

CONSIDERATO

Che:

– la richiesta è meritevole di accoglimento;

– a tal fine si deve far richiamo a quanto ha statuito la più recente giurisprudenza di legittimità, la quale, a partire da Cass. S.U. n. 16037/2010, ha chiarito che l’omessa distrazione è emendabile mediante la procedura di correzione di errore materiale, escludendo quindi l’assoggettamento agli ordinari rimedi impugnatori (cfr. da ultimo Cass. n. 12437/2017);

– l’omessa pronuncia sulla distrazione è, infatti, ricondotta a una mancanza materiale, più che a un vizio di attività o di giudizio da parte del giudice, proprio perchè la decisione positiva sulla stessa è essenzialmente obbligata da parte sua (a condizione ovviamente che il difensore abbia compiuto la dichiarazione di anticipazione e formulato la correlata richiesta di distrazione);

– nel caso di specie il difensore dell’allora contro ricorrente ha avanzato un’istanza volta a sollecitare alla Corte il potere di emendare anche d’ufficio gli errori materiali, come appunto previsto dalla novellata previsione di cui all’art. 391-bis c.p.c.; -per l’effetto va disposta la correzione della denunziata omissione, disponendosi, la distrazione delle spese di lite, come liquidate in dispositivo, in favore dell’avv. M.;

– nulla a disporre quanto alle spese, trattandosi di procedimento di correzione di errore materiale (cfr. da ultimo Cass. n. 14/2016) ed a cui non si applica il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e dispone la correzione dell’ordinanza di questa Corte n. 14393/19, prevedendo che dopo le parole del dispositivo “come per legge” aggiungasi le parole “con distrazione a favore dell’avvocato M.F., dichiaratosene antistatario”.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile-2, il 10 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 26 febbraio 2020

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