
Il decreto-legge n. 42/2026 ridetermina temporaneamente le accise su carburanti e biocarburanti dall’8 aprile al 1° maggio 2026 e introduce nuove misure a favore di imprese agricole, investimenti energetici e internazionalizzazione.
Pubblicato in Gazzetta il decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, il cosiddetto Decreto carburanti bis, che modifica il precedente decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38.
Il provvedimento interviene su due piani: da un lato ridetermina in via temporanea le accise su benzina, gasolio, GPL, gas naturale e alcuni biocarburanti; dall’altro introduce misure di sostegno per imprese agricole, investimenti in efficienza energetica e internazionalizzazione.
Dall’8 aprile al 1° maggio 2026, le aliquote di accisa sono temporaneamente rideterminate.
Per benzina e gasolio usato come carburante, l’aliquota è fissata a 472,90 euro per 1.000 litri. Per il GPL usato come carburante, l’aliquota è ridotta a 167,77 euro per 1.000 chilogrammi. Per il gas naturale usato come carburante, l’aliquota è azzerata.
La misura si applica, nello stesso periodo, anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (HVO) e al biodiesel immessi in consumo come carburanti, alle condizioni previste dalla normativa europea richiamata dal decreto.
Alle imprese agricole è riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, nel limite complessivo di 30 milioni di euro per il 2026.
L’agevolazione può arrivare fino al 20% della spesa sostenuta nel mese di marzo 2026 per l’acquisto di gasolio e benzina impiegati nei mezzi utilizzati nell’attività agricola, al netto dell’IVA e sulla base delle relative fatture.
Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026, non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, entro il limite del costo sostenuto.
Per le imprese che avevano già presentato le comunicazioni previste dalla disciplina richiamata dal decreto e che avevano ricevuto dal GSE la comunicazione di ammissibilità tecnica, è riconosciuto nel 2026 un contributo sotto forma di credito d’imposta pari all’89,77% dell’ammontare richiesto, nei limiti di spesa previsti.
È inoltre previsto un ulteriore contributo per le spese sostenute in impianti di autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, comprese le spese per i sistemi di accumulo e per le certificazioni richieste.
Le nuove misure riguardano anche le domande di finanziamento agevolato presentate entro il 31 dicembre 2026 per iniziative di transizione digitale o ecologica.
La disciplina si applica alle imprese che abbiano subito effetti negativi in termini di costi energetici, fatturato o flussi di cassa. In questi casi, il cofinanziamento a fondo perduto collegato ai finanziamenti agevolati può essere incrementato fino al 20%, che sale fino al 30% per le PMI.
Il Decreto carburanti bis proroga fino al 1° maggio 2026 il taglio temporaneo delle accise e affianca a questa misura un pacchetto di interventi rivolti alle imprese: credito d’imposta per il settore agricolo, sostegno agli investimenti energetici e digitali, rafforzamento degli strumenti per l’internazionalizzazione.
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