
Il nuovo decreto fiscale corregge alcuni punti della legge di bilancio 2026 e interviene soprattutto su quattro fronti: sostegno alle imprese, dividendi e PEX, investimenti agevolati e rinvio di alcune decorrenze fiscali. Accanto a queste misure, il Dl n. 38/2026 contiene anche disposizioni su bollo, riscossione, sport dilettantistico, educazione finanziaria e Avvocatura dello Stato.
Pubblicato in Gazzetta il Decreto fiscale (Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38), recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.
Il provvedimento è già in vigore e si presenta soprattutto come un decreto correttivo della legge di bilancio 2026, con cui il Governo rinvia alcune decorrenze, corregge norme che avevano sollevato criticità applicative e introduce un nuovo sostegno in favore delle imprese.
Le misure che pesano davvero sono soprattutto quattro: il credito d’imposta per le imprese, il ritorno al regime del 95% per dividendi e PEX, la rimozione del vincolo territoriale sugli investimenti agevolati e il rinvio di alcune decorrenze su IVA, provvigioni e importazioni di beni di modesto valore.
Accanto a queste novità, il decreto interviene anche su impatriati, avviamento negativo, imposta di bollo, riscossione, educazione finanziaria, Carta europea della disabilità e spese processuali degli enti patrocinati dall’Avvocatura dello Stato.
Di seguito le principali novità del decreto.
Il decreto introduce una misura di sostegno rivolta alle imprese che hanno già presentato specifiche comunicazioni relative agli investimenti agevolati e che hanno ricevuto dal GSE la comunicazione di ammissibilità tecnica.
Per tali soggetti è riconosciuto, per l’anno 2026, un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’ammontare del credito richiesto, aumentato delle spese sostenute per gli obblighi di certificazione.
La misura opera nel limite di spesa di 537 milioni di euro per il 2026. Il GSE dovrà comunicare entro il 30 aprile 2026 il credito effettivamente utilizzabile. Il credito potrà essere usato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, senza applicazione di alcuni limiti ordinari previsti per la compensazione.
È una delle disposizioni più rilevanti del decreto, perché rimette subito al centro il sostegno agli investimenti delle imprese.
Per i conti correnti e i rendiconti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo passa da 100 euro a 118 euro.
L’aumento si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi dalla data di entrata in vigore della norma.
Nel Capo II il decreto contiene ulteriori misure urgenti che vanno oltre la materia fiscale in senso stretto.
Sono previste proroghe in favore delle fondazioni lirico-sinfoniche e misure per garantire l’operatività di CONSAP. Inoltre viene modificata, dall’entrata in vigore del decreto, la maggiorazione prevista in materia di crediti contributivi, fissandola in due punti.
Il decreto interviene anche sulla disciplina dell’educazione economica e finanziaria.
Il Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria passa da undici a dodici membri e viene integrato con un rappresentante del Corpo della guardia di finanza. Sono inoltre introdotti riferimenti a standard qualitativi degli interventi e viene espressamente prevista la possibilità di avvalersi di consulenti o esperti esterni.
Per garantire la continuità del servizio di emissione della Carta europea della disabilità, il decreto autorizza una spesa di 1,6 milioni di euro per l’anno 2026.
La misura è prevista nelle more del recepimento della direttiva europea di riferimento.
Una disposizione di particolare interesse per il settore giustizia riguarda l’Avvocatura dello Stato.
A decorrere dal 2026 è autorizzata la spesa di 500.000 euro annui per il pagamento delle spese degli atti processuali, compreso il contributo unificato, per conto delle parti patrocinate dall’Avvocatura dello Stato.
La finalità dichiarata dalla norma è quella di garantire il rispetto delle tempistiche processuali.
Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026 ed è entrato in vigore il 28 marzo 2026, cioè il giorno successivo alla pubblicazione.
Come ogni decreto-legge, dovrà ora essere presentato alle Camere per la conversione in legge.
Nel complesso, il Dl fiscale n. 38/2026 è un decreto di correzione della legge di bilancio 2026, più che un semplice contenitore di micro-misure.
Il suo baricentro sta soprattutto in alcuni interventi immediatamente percepibili dagli operatori: il credito d’imposta per le imprese, il ritorno al regime del 95% per dividendi e PEX, l’eliminazione del vincolo territoriale per gli investimenti agevolati e il rinvio di alcune decorrenze fiscali.
Accanto a queste scelte, il decreto contiene anche una serie di disposizioni tecniche e settoriali che incidono su ambiti diversi, dalla riscossione allo sport dilettantistico, fino all’educazione finanziaria, alla disabilità e al patrocinio dell’Avvocatura dello Stato.
Più che introdurre una nuova riforma organica, il provvedimento mette mano ai punti della manovra che richiedevano un intervento rapido, con effetti che per imprese, professionisti e operatori risultano in diversi casi immediati.
Documenti correlati: