Decreto Milleproroghe 2026, il testo coordinato in Gazzetta

Articolo del 02/03/2026

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Pubblicato in Gazzetta il testo del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, il cosiddetto Decreto Milleproroghe 2026, coordinato con la legge di conversione 27 febbraio 2026 n. 26.

Come da prassi ormai consolidata, il provvedimento interviene in modo trasversale su numerosi ambiti dell’ordinamento, prorogando termini, differendo scadenze e mantenendo in vita regimi transitori che sarebbero altrimenti destinati a cessare.

Vediamo si seguito le principali novità del decreto.


Pubbliche amministrazioni e funzionamento degli enti

Il Milleproroghe incide in modo significativo sull’operatività delle pubbliche amministrazioni, con proroghe relative alle facoltà assunzionali, alla gestione di graduatorie e al differimento di adempimenti amministrativi.

Tra gli interventi più rilevanti figura la proroga dell’attività istruttoria connessa alla determinazione dei LEP – livelli essenziali delle prestazioni, inclusi i profili finanziari e i fabbisogni standard. Viene inoltre prolungata la struttura di supporto operativa nelle aree interessate da fenomeni di bradisismo, assicurando continuità alle attività di monitoraggio e pianificazione.


Misure economiche, fiscali e finanziarie

In materia economico-finanziaria, il testo differisce al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dei nuovi testi unici tributari, rinviando l’applicazione organica del riordino fiscale.

Sono inoltre ampliati i termini per l’esercizio di facoltà assunzionali già autorizzate e differiti provvedimenti attuativi destinati agli enti locali, nel quadro di un più ampio coordinamento delle risorse pubbliche.


Sostegno a imprese e lavoro

Prorogate al 31 dicembre 2026 le modalità operative del Fondo di garanzia per le PMI, strumento centrale per l’accesso al credito.

Slitta al 31 marzo 2026 il termine entro cui piccole e microimprese, incluse quelle dei settori turismo e somministrazione, devono adeguarsi all’obbligo di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali.


Lavoro e incentivi occupazionali

Nel corso dell’esame parlamentare sono state confermate e rimodulate alcune misure in materia di esoneri contributivi. Proseguono, con limiti temporali definiti, gli incentivi per l’assunzione di giovani under 35, per l’occupazione femminile in condizioni di svantaggio e per i lavoratori impiegati nella ZES Unica per il Mezzogiorno.

Le proroghe mirano a sostenere la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel 2026, in un contesto di transizione normativa e di graduale revisione delle politiche attive.


Sicurezza, immigrazione e comparto difesa

Nel settore della sicurezza sono prorogate graduatorie e strumenti di reclutamento per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con conferma di riserve e canali dedicati al personale volontario.

Sono inoltre estese alcune misure operative relative alla gestione dei flussi migratori e alla funzionalità dei centri di prima accoglienza.


Sanità, responsabilità professionale e personale sanitario

Fino al 31 dicembre 2026 resta in vigore lo scudo penale per i professionisti sanitari, con limitazione della responsabilità ai soli casi di colpa grave nei contesti previsti dalla normativa emergenziale.

Sono confermate disposizioni volte a fronteggiare la carenza di organico nel Servizio sanitario nazionale, inclusa la possibilità di permanenza in servizio del personale medico oltre i limiti ordinari di età, entro i confini stabiliti dalla disciplina vigente.

Rifinanziato per il 2026 il Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, mentre diventano strutturali alcune modalità operative collegate alla ricetta elettronica.


Famiglie, territorio e servizi essenziali

Il contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) destinato ai cittadini colpiti da eventi calamitosi è esteso fino al 31 dicembre 2026.

Restano inoltre operative misure di sostegno territoriale e strumenti transitori in aree interessate da criticità strutturali.


Misure economiche e regolatorie

Per tutto il 2026 resta sospeso l’aggiornamento biennale delle sanzioni pecuniarie del Codice della strada.

Prorogato al 30 settembre 2026 il regime che consente a società ed enti di svolgere assemblee con modalità semplificate, introdotte nel 2020.


Ambiente, lavoro e settori produttivi

In ambito ambientale, il decreto interviene sulla disciplina della tracciabilità dei rifiuti, prevedendo una fase di gradualità nell’applicazione del sistema digitale nazionale e differendo alcune sanzioni connesse agli adempimenti documentali.

Misure di proroga interessano anche i settori agricolo, turistico, della pesca e dell’energia da fonti rinnovabili.


Istruzione e università

Il provvedimento contiene proroghe in ambito scolastico e universitario, con estensione di contingenti di personale in comando, differimenti legati all’abilitazione scientifica nazionale e strumenti organizzativi per garantire continuità amministrativa e didattica.


Cultura, infrastrutture e trasporti

In ambito culturale sono differiti termini relativi alla gestione delle disponibilità contabili e agli adempimenti di sicurezza nei luoghi della cultura.

Sono inoltre prorogate alcune procedure relative a infrastrutture strategiche.


Esteri, difesa e giustizia

Ulteriori proroghe riguardano i servizi consolari digitali per i cittadini all’estero, disposizioni del comparto difesa – inclusi regimi transitori e modalità telematiche nei procedimenti militari – e l’utilizzo di infrastrutture digitali per le intercettazioni nei procedimenti penali.


Esame di avvocato

Il decreto non contiene alcuna proroga della forma semplificata dell’esame di avvocato introdotta in via emergenziale durante la pandemia.

In assenza di una nuova estensione normativa, per la sessione 2026 torna quindi applicabile il modello ordinario previsto dalla legge professionale forense, con le prove scritte tradizionali e la successiva prova orale, salvo eventuali interventi regolamentari del Ministero della Giustizia.


Altre proroghe di rilievo

Tra gli interventi ulteriori si segnalano l’estensione del regime di rimborso per le spedizioni editoriali agevolate e la prosecuzione del servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari con rifinanziamento dedicato per il 2026.

Il Milleproroghe, come sempre, non risolve un singolo problema: semplicemente li rinvia.


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