
Dal pagamento delle ferie non godute alla riscossione dei tributi locali, passando per giustizia, caporalato e ricostruzione post sisma: le principali novità del decreto-legge n. 144 del 2026.
Il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 7 agosto ed entrato in vigore l’8 agosto 2026, interviene su numerosi settori: pubblica amministrazione, enti locali, giustizia, scuola, lavoro agricolo, infrastrutture e protezione civile.
Il provvedimento è ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge.
Una delle novità più rilevanti riguarda le ferie dei dipendenti pubblici.
Il decreto modifica l’art. 5, comma 8, del D.L. n. 95/2012 ed elimina la formula che escludeva «in nessun caso» il riconoscimento di trattamenti economici sostitutivi delle ferie non fruite.
Questo non significa però che le ferie possano liberamente essere trasformate in denaro.
La regola resta quella della fruizione effettiva. L’indennità può essere riconosciuta alla cessazione del rapporto quando il dipendente non sia stato concretamente posto nelle condizioni di utilizzare le ferie maturate.
L’amministrazione deve quindi invitare formalmente il lavoratore a fruirne e informarlo che, qualora non le utilizzi pur avendone avuto effettivamente la possibilità, potrà perderle senza diritto alla relativa indennità.
Se la mancata fruizione dipende da una scelta consapevole del dipendente, l'indennità non spetta. Ma sarà l’amministrazione a doverlo dimostrare.
La modifica recepisce i principi affermati dalla Corte di giustizia UE nella sentenza 18 gennaio 2024, causa C-218/22, Comune di Copertino, secondo cui il diritto europeo non consente di escludere automaticamente l’indennità finanziaria alla cessazione del rapporto quando il lavoratore non sia stato realmente messo nelle condizioni di godere delle ferie.
In pratica, non basta più dire: “le ferie non si monetizzano”. La PA deve provare di averne concretamente consentito e promosso la fruizione.
La nuova disciplina si applicherà alle ferie maturate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione.
Il decreto interviene anche sull’organizzazione degli enti territoriali, allentando alcuni precedenti limiti alla spesa di personale per gli enti soggetti alla disciplina delle capacità assunzionali.
Nel biennio 2026-2027 è inoltre prevista una sessione straordinaria del corso-concorso per l’iscrizione all’Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, utilizzando gli idonei della procedura già bandita.
Per le sedi di segreteria dei Comuni tra 3.001 e 5.000 abitanti, quando la procedura di pubblicizzazione sia andata deserta, potranno essere nominati anche segretari appartenenti alla fascia iniziale.
Fino al 31 dicembre 2028 viene inoltre portata a quattro anni la validità delle graduatorie relative ai concorsi per il personale della polizia locale.
Una novità particolarmente significativa per i Comuni riguarda la riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie.
Gli enti locali potranno affidare queste funzioni ad AMCO – Asset Management Company S.p.A.
Per gli enti con maggiori difficoltà di riscossione, però, l’affidamento diventerà obbligatorio: la regola scatterà quando il tasso di smaltimento dei residui attivi risulti inferiore alla soglia del 35%, secondo i criteri stabiliti dalla norma.
Gli enti interessati saranno individuati annualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza Stato-città.
I crediti resteranno nella titolarità degli enti locali. AMCO potrà organizzare l’attività di recupero anche attraverso operatori qualificati selezionati mediante procedure ad evidenza pubblica.
L’obiettivo è intervenire sulle amministrazioni che mostrano maggiori difficoltà nel trasformare i crediti iscritti in bilancio in incassi effettivi.
Il decreto rafforza anche gli interventi contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli.
La struttura del Commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi viene prorogata fino al 31 dicembre 2030.
Il Commissario dovrà predisporre un piano straordinario pluriennale diretto soprattutto a rendere disponibili alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali.
Gli interventi potranno riguardare anche il recupero di progetti già predisposti, incentivi alle aziende agricole per soluzioni abitative, il potenziamento del sistema informativo contro il caporalato e l'utilizzazione di immobili confiscati alla criminalità organizzata o appartenenti al demanio.
Per il piano possono essere assegnati al Commissario, a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, fino a 60 milioni di euro.
La logica è chiara: contrastare lo sfruttamento non soltanto con controlli e sanzioni, ma intervenendo anche sulle condizioni materiali che rendono i lavoratori più vulnerabili.
Il decreto contiene diverse misure anche per la giustizia.
Presso ciascuna sezione specializzata in materia di immigrazione viene istituito un ufficio per il processo stralcio, destinato alla più rapida definizione dei procedimenti pendenti alla data dell’11 giugno 2026.
A ciascun ufficio sono assegnati almeno tre giudici onorari di pace.
Dal 1° luglio 2027 il ruolo organico della magistratura ordinaria aumenta inoltre di 25 unità, destinate alle funzioni requirenti di primo grado.
Per assicurare il raggiungimento degli obiettivi collegati al PNRR, il Ministero della giustizia può inoltre prorogare per tre mesi, entro il limite di 1.600 unità, determinati contratti a tempo determinato del personale quando al 30 settembre 2026 non siano ancora stati raggiunti i trentasei mesi di servizio.
Sul fronte della sicurezza vengono infine autorizzate 500 assunzioni straordinarie nella Polizia di Stato, destinate in particolare al controllo delle frontiere e dei flussi migratori.
Il decreto contiene anche misure per il regolare avvio dell’anno scolastico e per il sistema della formazione superiore.
La novità più evidente riguarda l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM): i diplomi accademici di primo e secondo livello vengono ridenominati, rispettivamente, lauree e lauree magistrali.
La modifica rende immediatamente riconoscibile anche nella denominazione l’inserimento dei titoli AFAM nel sistema italiano della formazione superiore.
Un intero capitolo del decreto è dedicato agli eventi sismici del 31 luglio e 1° agosto 2026 nell’area dei Campi Flegrei.
Per le famiglie la cui abitazione principale sia stata sgomberata per inagibilità è previsto un contributo per l’autonoma sistemazione fino a:
400 euro per i nuclei composti da una persona;
500 euro per due persone;
700 euro per tre;
800 euro per quattro;
900 euro mensili per cinque o più persone.
Sono inoltre previsti 200 euro aggiuntivi al mese per ciascun componente di età superiore a 65 anni o con disabilità con invalidità almeno pari al 67%, anche oltre il limite massimo previsto per il nucleo familiare.
Il contributo potrà essere erogato fino al ripristino delle condizioni per il rientro nell’abitazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
Accanto all’autonoma sistemazione, il decreto istituisce un fondo da 100 milioni di euro, di cui 30 milioni nel 2026 e 70 milioni nel 2027, destinato agli interventi di riparazione e riqualificazione sismica delle abitazioni danneggiate e sgomberate.
Per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dai terremoti iniziati il 24 agosto 2016, la gestione straordinaria della ricostruzione viene prorogata fino al 31 dicembre 2029.
Il decreto disciplina anche il passaggio al Commissario straordinario delle attività di protezione civile che non possono rientrare nella gestione ordinaria dopo la cessazione dello stato di emergenza.
Viene inoltre individuato il cosiddetto “primo cratere”, comprendente i Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, per i quali sono previste specifiche misure sul personale degli Uffici speciali per la ricostruzione e agevolazioni fiscali.
La definizione di “Decreto PA” restituisce solo in parte la portata del provvedimento.
Accanto alle norme sul pubblico impiego troviamo infatti interventi che incidono direttamente sull’attività degli enti locali, sulla riscossione, sulla giustizia, sulla lotta al caporalato e sulla ricostruzione post sisma.
Per i dipendenti pubblici la novità più immediata riguarda le ferie non godute: cade il divieto assoluto di monetizzazione, ma l’indennità non diventa automatica e dipenderà dalle concrete possibilità offerte dall’amministrazione di fruire delle ferie.
Per gli enti locali assume invece particolare rilievo il nuovo sistema di riscossione tramite AMCO, che nei casi di maggiore inefficienza potrà diventare obbligatorio.
Il decreto dovrà ora essere convertito in legge e il testo potrà quindi essere modificato durante l’esame parlamentare.
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