Election Day per Europee e Amministrative, il decreto-legge. Si vota 8 e 9 giugno

Articolo del 26/01/2024

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Pubblicato in Gazzetta il decreto-legge 29 gennaio 2024 n. 7 sull'election day, che introduce disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali di quest'anno e in materia di revisione delle anagrafi della popolazione residente e di determinazione della popolazione legale.

Il decreto mira a incentivare la partecipazione dei cittadini alle urne. Per raggiungere questo scopo, stabilisce che nel 2024 le votazioni per le elezioni e i referendum si terranno in due giornate, a differenza della normativa precedente che prevedeva un'unica giornata di votazione.

In particolare, le elezioni per il Parlamento europeo, fissate dal Consiglio europeo tra il 6 e il 9 giugno 2024, in Italia si svolgeranno il sabato 8 giugno dalle 14 alle 22 e la domenica 9 giugno dalle 7 alle 23.

Tali date ed orari potrebbero riguardare anche le elezioni amministrative previste per il 2024, a seguito di una futura decisione del Consiglio dei ministri. La stessa regola si applicherà in caso di elezioni regionali che coincidano con quelle per il Parlamento europeo.

In vista del prolungamento delle operazioni di votazione, il decreto prevede un incremento del 15% degli onorari destinati ai membri degli uffici elettorali di sezione e dei seggi speciali.

Un'altra significativa modifica riguarda i sindaci. Il decreto innalza da due a tre mandati il limite di permanenza per i sindaci dei comuni con una popolazione tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, mentre elimina ogni limite di mandato per i comuni sotto i 5.000 abitanti. Per i comuni con più di 15.000 abitanti, invece, la regola rimane invariata, consentendo un terzo mandato solo se uno dei due precedenti è stato più breve di due anni, sei mesi e un giorno. Tutti i mandati, sia completati che in corso, alla data di entrata in vigore del decreto, saranno considerati nel conteggio.

Per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni fino a 15.000 abitanti, nel 2024, se c'è una sola lista ammessa e votata, tutti i candidati di quella lista saranno eletti, insieme al sindaco, purché abbiano ottenuto più del 50% dei voti validi e che la partecipazione al voto sia stata superiore al 40% degli aventi diritto.

Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ha commentato che il superamento dei limiti ai mandati nei piccoli comuni "è il coronamento di un’altra storica battaglia della Lega, nell’interesse dei territori e dei cittadini".


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