
Legge PMI 2026 pubblicata in Gazzetta: nuove misure su aggregazioni, accesso al credito, semplificazioni e recensioni online, con effetti su lavoro, sicurezza e innovazione.
Pubblicata in Gazzetta la legge annuale sulle piccole e medie imprese (Legge 11 marzo 2026, n. 34), con un pacchetto organico di interventi per rafforzare la competitività delle PMI, favorire l’accesso al credito, sostenere l’innovazione e semplificare il quadro regolatorio.
Contratti di rete: sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti nei programmi comuni
Confidi: delega per semplificazione e riordino del sistema delle garanzie
Recensioni online: regole più stringenti e divieto di compravendita
Lavoro: staffetta generazionale con incentivi all’assunzione di giovani
Semplificazioni: alleggerimenti su obblighi assicurativi e sicurezza per le PMI
La legge punta a incentivare le aggregazioni tra imprese, in particolare attraverso i contratti di rete, prevedendo un regime di sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti nei programmi comuni.
Viene inoltre rafforzato il fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali, ampliandone l’utilizzo anche alle operazioni di acquisizione tra imprese titolari di marchi storici operanti nello stesso settore.
Sono previste misure per la riconversione e riqualificazione produttiva nelle aree colpite da crisi industriali non complesse, con particolare attenzione alla filiera della moda e alle aggregazioni tra PMI.
Un ruolo centrale è attribuito alle centrali consortili, qualificate come strumenti mutualistici per migliorare la competitività attraverso modelli organizzativi innovativi.
La legge interviene anche sugli appalti pubblici, modificando la disciplina della qualificazione dei consorzi e ampliando la possibilità di utilizzo dei requisiti.
Sul piano del lavoro, viene introdotta una misura sperimentale che consente ai lavoratori prossimi alla pensione di ridurre l’orario, favorendo contestualmente l’assunzione di giovani mediante incentivi contributivi.
Sul fronte finanziario, è prevista una delega per la riforma dei Confidi, con l’obiettivo di semplificare il sistema delle garanzie per l’accesso al credito.
Viene inoltre ampliata la disciplina della cartolarizzazione dei crediti, estendendola anche a nuove tipologie di operazioni e introducendo modelli organizzativi più flessibili.
Numerosi interventi riguardano la semplificazione amministrativa. Tra questi, l’esclusione dall’obbligo assicurativo per alcuni veicoli utilizzati in aree non aperte al pubblico.
In materia di sicurezza sul lavoro, si introducono modelli semplificati per le PMI con il supporto dell’INAIL e si rafforzano gli obblighi formativi, anche in caso di integrazione salariale.
Vengono inoltre chiariti gli adempimenti nel lavoro agile, con l’introduzione di specifiche responsabilità per il datore di lavoro.
La legge interviene su diversi settori, tra cui la definizione degli operatori nella distribuzione HORECA e la riduzione dei tempi per il riacquisto di aree industriali.
È prevista una delega per il riordino della disciplina dell’artigianato, con il divieto di utilizzo improprio dei riferimenti all’artigianalità da parte di imprese non qualificate.
Una parte rilevante della riforma riguarda il contrasto alle recensioni online illecite, con l’introduzione di criteri di validità stringenti e il divieto di compravendita di recensioni.
All’AGCM sono attribuiti compiti di monitoraggio e vigilanza, con la possibilità di riconoscere soggetti qualificati come segnalatori attendibili.
La legge prevede una delega per il riordino della disciplina delle start-up innovative e introduce misure per l’attrazione degli investimenti.
Particolare attenzione è rivolta ai comuni di medie dimensioni e alla valorizzazione dei territori per attrarre lavoratori stranieri, anche attraverso forme di lavoro da remoto.
Nel breve periodo, le misure con effetti più immediati riguardano reti di impresa, recensioni online e semplificazioni. Gli interventi su Confidi e start-up richiederanno invece l’adozione di provvedimenti attuativi.
Per le PMI e i consulenti, diventa centrale:
valutare l’uso dei contratti di rete per beneficiare della leva fiscale
monitorare l’evoluzione della riforma dei Confidi
adeguare le policy aziendali alle nuove regole sulle recensioni online
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