
Nuova delega al Governo sull’energia nucleare sostenibile. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore il Governo dovrà adottare i decreti legislativi destinati a definire il nuovo quadro normativo su impianti, sicurezza, rifiuti radioattivi e fusione.
Pubblicata in Gazzetta la Legge 29 settembre 2026 n. 169 recante la delega in materia di energia nucleare sostenibile.
Il provvedimento non autorizza immediatamente la realizzazione di nuove centrali, ma affida al Governo il compito di costruire, attraverso successivi decreti legislativi, il quadro normativo per la produzione e l’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile, la gestione del combustibile e dei rifiuti radioattivi, la disattivazione degli impianti esistenti e lo sviluppo dell’energia da fusione.
La delega colloca il nucleare nel quadro delle politiche europee di decarbonizzazione e degli obiettivi di neutralità climatica al 2050. Le finalità indicate sono la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese, il contenimento dei costi dell’energia e la competitività del sistema produttivo.
Il riferimento alla sostenibilità richiama espressamente la tassonomia dell’Unione europea e un modello destinato a disciplinare l’intero ciclo dell’energia nucleare: dalla produzione alla gestione del combustibile, fino allo smantellamento degli impianti e ai rifiuti radioattivi.
Uno dei punti centrali della delega è la predisposizione di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione e dell’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile e da fusione.
Il Programma dovrà definire gli obiettivi per l’inserimento del nucleare nel mix energetico italiano, tenendo conto della neutralità carbonica, della sicurezza e resilienza degli approvvigionamenti, dell’indipendenza energetica, dei costi e della competitività del sistema produttivo.
La delega prevede inoltre interventi per la ricerca e l’innovazione, la formazione di nuove competenze tecniche e scientifiche e lo sviluppo di una filiera nazionale ed europea del settore.
Il Governo dovrà disciplinare i procedimenti relativi alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, esercizio e successiva disattivazione degli impianti, nonché quelli riguardanti il combustibile nucleare e le strutture per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.
La futura disciplina dovrà garantire standard elevati di sicurezza, controlli efficaci, salvaguardie nucleari e misure di non proliferazione. La delega consente inoltre una riorganizzazione delle competenze e delle funzioni oggi esistenti nel settore.
La semplificazione dei procedimenti dovrà quindi essere coordinata con le esigenze di sicurezza degli impianti, tutela dell’ambiente e certezza delle procedure.
Uno dei nodi più delicati riguarda la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito. La delega comprende espressamente la disciplina degli impianti di stoccaggio temporaneo e di smaltimento definitivo.
La futura normativa dovrà affrontare anche la localizzazione dei nuovi impianti e delle infrastrutture collegate, definendo procedure, valutazioni ambientali e forme di coinvolgimento dei territori interessati.
Il ritorno del nucleare nel quadro normativo italiano, quindi, non riguarda soltanto la produzione di energia, ma anche le scelte sulla collocazione degli impianti e sulla gestione dell’intero ciclo nucleare.
Il coinvolgimento degli enti territoriali è previsto già nel procedimento di attuazione della delega. Gli schemi dei decreti legislativi saranno infatti adottati previa intesa in sede di Conferenza unificata e dopo l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato.
Il provvedimento contempla inoltre campagne informative rivolte ai cittadini e, in particolare, alle popolazioni interessate dalla possibile localizzazione degli impianti.
Informazione, trasparenza e partecipazione assumono dunque un ruolo centrale in una materia destinata a incidere direttamente sui territori.
La delega non riguarda soltanto la produzione elettrica. Il futuro quadro normativo comprenderà la ricerca e lo sviluppo dell’energia da fusione, le tecnologie di fissione avanzata, la formazione delle competenze e specifiche applicazioni dell’energia nucleare, compreso il settore navale e marittimo.
L’obiettivo è anche favorire lo sviluppo di una filiera nazionale ed europea, collegando politica energetica, ricerca, investimenti e capacità industriale.
Il nuovo intervento legislativo riapre inevitabilmente il confronto con le precedenti consultazioni referendarie sul nucleare e con i profili costituzionali legati alla tutela dell’ambiente, della salute e alle competenze territoriali.
La delega, tuttavia, non introduce direttamente nuovi impianti, ma affida ai successivi decreti legislativi la definizione del nuovo quadro regolatorio.
Proprio i decreti attuativi saranno quindi decisivi per stabilire tecnologie ammesse, procedimenti autorizzatori, localizzazione degli impianti, controlli e garanzie per cittadini e territori.
Per gli investimenti collegati alla delega sono destinati 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029.
Per specifiche attività previste dalla delega, comprese le campagne informative, è inoltre autorizzata una spesa di 1,5 milioni di euro per il 2026 e 6 milioni per il 2027.
La concreta attuazione del nuovo sistema dipenderà quindi anche dalle risorse che accompagneranno i successivi interventi normativi e amministrativi.
Il Governo avrà 12 mesi per adottare uno o più decreti legislativi, anche mediante codificazione, destinati a costruire il nuovo quadro normativo del nucleare sostenibile.
Successivamente potranno essere adottate anche disposizioni integrative e correttive nei termini previsti dalla delega.
Saranno dunque i decreti legislativi a determinare concretamente come l’Italia disciplinerà il nucleare: tecnologie, impianti, autorizzazioni, sicurezza, rifiuti radioattivi e rapporti con i territori.
La delega non autorizza ancora la costruzione di nuove centrali, ma apre la fase nella quale dovrà essere definito il nuovo sistema normativo italiano dell’energia nucleare sostenibile.
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