Nuovo TUIR in Gazzetta: dal 2027 cambia la mappa delle imposte sui redditi

Articolo del 07/07/2026

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Il D.Lgs. n. 117/2026 approva il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: riordino di IRPEF, IRES, regimi speciali, fiscalità internazionale e imposizione minima globale.

Pubblicato in Gazzetta il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, che approva il nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.

Il decreto dà attuazione alla legge delega per la riforma fiscale, legge n. 111/2023, e si inserisce nel progetto di riordino dei testi unici tributari.

L’obiettivo è chiaro: rendere la disciplina delle imposte sui redditi più ordinata, coerente e accessibile per contribuenti, professionisti, imprese e operatori del diritto.

Un riordino, non una rivoluzione fiscale

Il punto centrale è questo: il nuovo TUIR ha soprattutto una funzione di riordino organico.

Le disposizioni del vecchio TUIR vengono trasfuse nel nuovo testo unico, in linea generale, senza modificarne la portata applicativa, salvo gli interventi necessari per aggiornare il testo e coordinarlo con le modifiche normative sopravvenute.

Tradotto: non siamo davanti a un cambio improvviso delle regole sostanziali di tassazione, ma a una nuova architettura normativa.

Il problema, infatti, non era solo “quanto si paga”, ma anche dove si trova la norma, come si coordina con le altre disposizioni e come si interpreta dentro un sistema diventato sempre più frammentato.

Com’è strutturato il nuovo TUIR

Il nuovo testo unico riordina la materia in una struttura ampia e articolata.

Il testo definitivo è suddiviso in quattro Parti, a loro volta articolate in Titoli, Capi e Sezioni, con nove allegati.

La Parte I contiene il regime ordinario e disciplina:

  • l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • l’imposta sul reddito delle società;
  • le disposizioni comuni;
  • i rapporti internazionali.

La Parte II raccoglie i regimi speciali, tra cui cedolare secca, locazioni brevi, premi di produttività, lavoratori impatriati, docenti e ricercatori rientrati in Italia, regime forfetario, lavoratori frontalieri, società di comodo e cooperative.

La Parte III è dedicata all’imposizione minima globale.

La Parte IV contiene le disposizioni varie, transitorie e finali.

Insomma, più che una nuova tassa, il nuovo TUIR è una nuova mappa. E nel diritto tributario, a volte, avere una mappa leggibile è già una piccola rivoluzione.

IRPEF: redditi, aliquote e detrazioni

La parte dedicata all’imposta sul reddito delle persone fisiche mantiene l’impianto tradizionale.

Sono confermate le categorie reddituali fondamentali:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi d’impresa;
  • redditi diversi.

La disciplina dell’IRPEF resta costruita attorno a reddito complessivo, oneri deducibili, aliquote per scaglioni e detrazioni.

Spazio anche alla disciplina delle detrazioni per carichi di famiglia, redditi di lavoro, oneri, canoni di locazione e interventi sul patrimonio edilizio.

Proprio sui bonus edilizi, il testo definitivo separa meglio la disciplina permanente dalle misure temporanee, superando l’impostazione più mista presente nello schema esaminato in sede parlamentare.

IRES: società, enti e reddito d’impresa

Il nuovo TUIR riordina anche la disciplina dell’imposta sul reddito delle società.

La struttura distingue tra:

  • società ed enti commerciali residenti;
  • società ed enti commerciali non residenti;
  • enti non commerciali residenti;
  • enti non commerciali non residenti.

Per i soggetti IRES resta centrale la disciplina del reddito d’impresa, con le regole su ricavi, plusvalenze, sopravvenienze, dividendi, interessi, spese, ammortamenti, perdite fiscali e operazioni straordinarie.

Tra i temi più rilevanti rientrano anche il consolidato nazionale, il consolidato mondiale, la participation exemption, le fusioni, le scissioni, i conferimenti e il trattamento fiscale delle operazioni straordinarie.

Rispetto allo schema originario, il testo definitivo tiene conto anche del coordinamento con il ripristino del regime di esclusione di dividendi e PEX operato dal D.L. n. 38/2026, convertito dalla L. n. 88/2026.

Regimi speciali e fiscalità internazionale

Il nuovo testo unico non si limita a riordinare IRPEF e IRES nella loro struttura ordinaria.

Una parte significativa riguarda i regimi speciali e la fiscalità internazionale.

Rientrano nel riordino, tra gli altri:

  • il regime delle locazioni brevi;
  • le imposte sostitutive;
  • il regime dei lavoratori impatriati;
  • il regime forfetario;
  • la disciplina dei lavoratori frontalieri;
  • le regole per società di comodo e cooperative;
  • la stabile organizzazione;
  • la branch exemption;
  • il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero;
  • la disciplina CFC;
  • i disallineamenti da ibridi.

La Parte III, invece, viene dedicata autonomamente all’imposizione minima globale, tema destinato a interessare soprattutto gruppi societari, imprese multinazionali e professionisti che seguono operazioni internazionali.

Il nodo del coordinamento normativo

Il diritto tributario ha un problema tipico: mentre si prova a riordinare, il legislatore continua a modificare.

Per questo la vera prova del nuovo TUIR non sarà soltanto la pubblicazione in Gazzetta, ma la sua tenuta applicativa.

Rinvii, numerazioni, regimi speciali, norme transitorie e disposizioni di coordinamento dovranno funzionare senza creare nuove incertezze.

È qui che il riordino dovrà dimostrare di essere davvero utile: non una semplice raccolta di norme, ma uno strumento capace di rendere più chiaro il sistema.

Quando si applica il nuovo TUIR

Il decreto è entrato formalmente in vigore il 4 luglio 2026.

Le nuove disposizioni, però, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2027, secondo quanto previsto dall’art. 377 del decreto.

Il periodo transitorio servirà agli operatori per adeguare prassi, banche dati, software, atti, pareri, modelli dichiarativi e strumenti di lavoro.

Perché il punto è proprio questo: dal 2027 non cambia solo il testo da citare. Cambia il modo in cui il sistema delle imposte sui redditi viene organizzato e consultato.

Perché interessa anche gli avvocati

Il nuovo TUIR non riguarda soltanto commercialisti e consulenti fiscali.

Interessa anche gli avvocati, soprattutto quando il profilo tributario entra in operazioni societarie, contenzioso, successioni, crisi d’impresa, rapporti internazionali, responsabilità patrimoniali o pianificazione contrattuale.

Il diritto tributario non vive in un recinto separato: attraversa il diritto civile, commerciale, societario, amministrativo e processuale.

E allora il nuovo TUIR pone una domanda molto pratica: siamo pronti a cambiare mappa?

Perché, come spesso accade nelle riforme di riordino, la sostanza può anche restare in gran parte la stessa. Ma se cambia la collocazione delle norme, chi continua a cercarle nel vecchio posto rischia di perdersi.


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