Permesso unico di soggiorno e lavoro: via libera del Cdm

Articolo del 23/01/2026

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Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 20 gennaio 2026, ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, che introduce una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro.

L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche europee volte a semplificare le procedure amministrative e a garantire un nucleo comune di diritti ai lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente nell’Unione.

Una procedura unica più rapida

Il decreto semplifica in modo significativo l’iter amministrativo per il rilascio del permesso unico soggiorno-lavoro, fissando in 90 giorni il termine massimo per la conclusione della procedura. Il termine può essere superato solo in presenza di casi eccezionali, che dovranno essere adeguatamente motivati.

La riduzione dei tempi rappresenta uno degli elementi qualificanti del provvedimento, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e prevedibile sia per i lavoratori stranieri sia per le imprese.

Obblighi di trasparenza per il datore di lavoro

Tra le principali novità figura l’introduzione di uno specifico obbligo di trasparenza in capo al datore di lavoro. Quest’ultimo dovrà informare tempestivamente il lavoratore straniero di ogni comunicazione relativa al procedimento e, in particolare, al nulla osta.

La previsione mira a rafforzare la posizione del lavoratore, garantendo una maggiore consapevolezza sull’andamento della procedura e riducendo il rischio di opacità o di pratiche elusive.

Maggiore flessibilità nel rapporto di lavoro

Il decreto introduce una disciplina più flessibile del rapporto di lavoro. Il titolare del permesso unico potrà infatti cambiare datore di lavoro nel corso della validità del titolo, a condizione che venga effettuata una notifica alle autorità competenti.

Viene così superata una logica di eccessiva rigidità del permesso, con l’intento di favorire una più corretta integrazione nel mercato del lavoro e di prevenire situazioni di dipendenza o sfruttamento.

Tutela in caso di disoccupazione

Un ulteriore profilo rilevante riguarda la fase di disoccupazione. Il decreto stabilisce che il permesso unico non venga revocato automaticamente in caso di perdita del lavoro.

Al lavoratore è riconosciuta la possibilità di rimanere nel territorio nazionale per un periodo minimo di tre mesi al fine di cercare una nuova occupazione. La misura rafforza le garanzie di continuità del soggiorno regolare e contribuisce a contrastare fenomeni di lavoro irregolare.

Il quadro complessivo

Nel complesso, il decreto di attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 segna un passaggio rilevante verso un sistema più semplice, trasparente e orientato alla tutela dei diritti, allineando l’ordinamento interno agli standard europei in materia di ingresso e soggiorno per lavoro dei cittadini di Paesi terzi.

Il testo è stato approvato in esame preliminare e sarà ora sottoposto al consueto iter di perfezionamento prima dell’adozione definitiva.


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