Incentivi alle imprese: il decreto legislativo di revisione in Gazzetta

Articolo del 04/08/2026

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Il Dlgs n. 138/2026 riorganizza il sistema degli incentivi: cinque strumenti principali per il MIMIT, quattro sezioni nel Fondo per la crescita sostenibile e nuove regole anche per autonomi e professionisti.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 26 giugno 2026, n. 138, che riorganizza il sistema degli incentivi alle imprese in attuazione della legge delega n. 160/2023.

Il provvedimento entra in vigore il 18 agosto 2026 e punta a ridurre la frammentazione delle agevolazioni, concentrando l’intervento pubblico sugli strumenti ritenuti più efficaci.

Meno misure frammentate

Negli anni il sistema degli incentivi si è sviluppato attraverso una pluralità di misure, spesso caratterizzate da finalità simili e discipline differenti.

La riforma mira a ricondurre le agevolazioni all’interno di strumenti più ampi e uniformi, anche attraverso la modifica o l’abrogazione delle disposizioni esistenti.

Restano esclusi gli incentivi destinati ai settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura.

I cinque strumenti del MIMIT

L’offerta degli incentivi gestiti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene concentrata su cinque strumenti:

  • il Fondo per la crescita sostenibile;

  • il Fondo di garanzia per le PMI;

  • il Fondo nazionale per l’innovazione, dedicato al venture capital;

  • la Nuova Sabatini;

  • gli incentivi per il settore aerospaziale.

Il principale veicolo della razionalizzazione è il Fondo per la crescita sostenibile, il cui ambito di intervento viene ampliato e rafforzato.

Gli altri strumenti mantengono una propria autonomia in ragione della loro specializzazione e della consolidata operatività.

Le quattro sezioni del Fondo

Il Fondo per la crescita sostenibile sarà articolato in quattro sezioni:

  • ricerca, sviluppo e innovazione;

  • start-up d’impresa;

  • investimenti produttivi per la transizione verde e digitale;

  • accesso al credito e al mercato dei capitali.

Gli obiettivi e le priorità potranno essere aggiornati sulla base del monitoraggio degli incentivi, mediante revisione delle discipline quadro. Il Fondo dovrà inoltre valorizzare le sinergie con le iniziative e i programmi europei.

Ricerca, innovazione e proprietà industriale

La prima sezione sostiene progetti strategici di ricerca, sviluppo e innovazione, anche in collaborazione con le istituzioni universitarie.

Gli interventi potranno riguardare la trasformazione tecnologica e digitale, il trasferimento tecnologico e la valorizzazione della proprietà industriale e intellettuale.

Accanto ai progetti di comune interesse europeo potranno essere emanati bandi tematici, anche per favorire aggregazioni e collaborazioni tra imprese, mediante contratti di rete o altre forme contrattuali.

I futuri bandi in materia di brevetti, marchi e disegni saranno adottati nell’ambito del Fondo.

Start-up e nuova imprenditorialità

La seconda sezione è destinata alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese, start-up innovative e cooperative su tutto il territorio nazionale.

Particolare attenzione sarà riservata all’imprenditorialità giovanile e femminile e alle sinergie con il mercato del venture capital.

Le misure saranno attuate attraverso bandi tematici adottati nell’ambito di una specifica disciplina quadro.

Transizione verde e digitale

La terza sezione sostiene gli investimenti diretti a rafforzare la struttura produttiva, riutilizzare gli impianti e rilanciare territori in crisi.

Per i programmi strategici e innovativi di grandi dimensioni continueranno a operare i contratti di sviluppo. A questi si affiancheranno bandi per la transizione digitale ed ecologica e per la sostenibilità ambientale.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle PMI, comprese le cooperative. Potranno inoltre essere previsti interventi mirati per specifiche aree territoriali o settori strategici.

Credito, crisi d’impresa e occupazione

L’ultima sezione riguarda l’accesso al credito e al mercato dei capitali.

Gli interventi dovranno sostenere la continuità dell’attività d’impresa, ridurre gli effetti occupazionali delle situazioni di temporanea difficoltà e attivare capitali pubblici e privati a sostegno dei piani di ristrutturazione.

Il Fondo opererà anche attraverso le misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa.

Potranno inoltre essere adottati bandi specifici per le PMI e per le imprese sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata.

Autonomi e professionisti

Ai fini del decreto, la nozione di impresa comprende anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, iscritti o meno a ordini e collegi.

Ciò non comporta però l’accesso automatico a ogni agevolazione: i destinatari saranno individuati dalle singole discipline quadro e dai successivi bandi.

Le misure soppresse

Il riordino interessa anche alcuni incentivi gestiti da altre amministrazioni centrali.

Sono soppressi:

  • il voucher per l’internazionalizzazione – TEM con competenze digitali;

  • il credito d’imposta in materiali di recupero;

  • il credito d’imposta sui prodotti da riciclo e riuso;

  • le misure finanziate attraverso il Fondo rotativo nazionale self-employment.

Per i procedimenti già avviati continueranno ad applicarsi le disposizioni precedenti fino alla loro definizione, comprese le eventuali fasi di recupero delle agevolazioni indebitamente percepite.

Tempi di attuazione

Il decreto entra in vigore il 18 agosto 2026, ma il nuovo sistema non sarà immediatamente operativo in tutte le sue componenti.

Il successivo disegno di legge di bilancio dovrà definire:

  • le modalità di funzionamento del Fondo;

  • gli stanziamenti annuali delle quattro sezioni;

  • le autorizzazioni di spesa destinate a confluire nel nuovo assetto.

I decreti ministeriali contenenti le discipline quadro dovranno essere adottati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio.

Dal 18 agosto diventano invece efficaci le modifiche e le soppressioni già previste dal decreto, fermo restando il regime transitorio per i procedimenti avviati.

Cosa cambia

La riforma non introduce soltanto nuovi contributi, ma modifica il modo in cui le agevolazioni saranno organizzate.

La prospettiva è quella di un sistema con meno misure autonome, regole più uniformi e bandi collegati a obiettivi definiti: innovazione, nuova imprenditorialità, transizione verde e digitale, accesso ai capitali e gestione delle crisi.

L’effettiva semplificazione dipenderà però dalla chiarezza delle discipline quadro, dalla distribuzione delle risorse e dalla concreta attuazione della riforma.


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