Riforma della Polizia locale: in Gazzetta la legge delega

Articolo del 20/10/2026

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Approvata la legge delega sulla riforma della Polizia locale: novità in materia di bodycam, accesso alle banche dati, nuove tutele, armi e carriere. 

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre la Legge 16 ottobre 2026, n. 187, che delega il Governo al riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia locale.

La legge entrerà in vigore il 3 novembre 2026. Da quel momento il Governo avrà dodici mesi per adottare uno o più decreti legislativi destinati a rivedere la disciplina contenuta nella legge quadro n. 65 del 1986.

L’obiettivo è aggiornare un sistema che risale ormai a quarant’anni fa, ridefinendo funzioni, organizzazione, strumenti operativi e tutele del personale.

Polizia locale e Forze di polizia: resta la distinzione

Primo punto fermo: la riforma non trasforma la Polizia locale in una nuova Forza di polizia statale.

La delega impone di mantenere la distinzione tra le funzioni della Polizia locale e quelle delle Forze di polizia dello Stato.

Dovranno però essere meglio definite le funzioni svolte dagli operatori e i casi nei quali viene attribuita la qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria e di agente di pubblica sicurezza.

Quest’ultima continuerà a essere attribuita dal prefetto e potrà essere negata o revocata in presenza di specifiche condizioni ostative, tra cui determinate condanne penali, misure di prevenzione o condotte incompatibili con l’onore e il prestigio del Corpo.

Bodycam e dispositivi di protezione

Tra le novità più visibili ci sono le bodycam.

Attenzione, però: la legge non stabilisce che ogni agente debba indossarne una.

I decreti legislativi dovranno prevedere che siano i regolamenti del servizio di Polizia locale a individuare casi e modalità di assegnazione dei dispositivi destinati alla tutela degli operatori.

Tra questi figurano dispositivi di contenzione, giubbotti antitaglio e antiproiettile, caschi, scudi e anche dispositivi di videosorveglianza indossabili, capaci di registrare lo svolgimento dell’attività operativa.

Le bodycam entrano quindi nella “cassetta degli attrezzi” della Polizia locale, ma modalità e limiti di utilizzo dovranno ancora essere definiti.

Accesso alle banche dati e collegamento con il 112

Uno dei passaggi più importanti riguarda la circolazione delle informazioni.

I decreti dovranno disciplinare l’accesso dei corpi di Polizia locale al Centro elaborazione dati interforze del Ministero dell’Interno, secondo criteri di necessità, selettività e sicurezza informatica.

Previsto anche l’accesso ai sistemi del Pubblico Registro Automobilistico e della Motorizzazione Civile nell’esercizio delle funzioni istituzionali.

La riforma introduce inoltre il collegamento tra il numero unico di emergenza 112 e le sale operative della Polizia locale, rafforzando il coordinamento con le Forze di polizia dello Stato.

L’accesso ai sistemi informativi segue però il principio di onerosità: le relative spese sono, in linea generale, a carico degli enti locali.

Più tutele per gli agenti

La delega interviene anche sul fronte assistenziale, assicurativo e infortunistico.

A partire da un termine non anteriore al 2027 potranno essere introdotte nuove tutele per le infermità dipendenti da causa di servizio, le spese di degenza e l’equo indennizzo.

Anche il documento di valutazione dei rischi dovrà considerare in modo specifico attività particolarmente esposte: aggressioni, colluttazioni, minacce armate, controlli stradali, trattamenti sanitari obbligatori, contrasto allo spaccio e interventi per la sicurezza urbana.

Patrocinio legale: paga il Comune?

La risposta è: può pagare il Comune, ma non automaticamente.

Se l’agente, nell’esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria, viene coinvolto in un procedimento per fatti di servizio relativi all’uso delle armi o di altri mezzi di coazione fisica, potrà essere assistito da un professionista di fiducia con spese sostenute dall’ente oppure, se esistente, dall’avvocatura dell’amministrazione.

Serviranno però l’accordo con l’ente, l’assenza di conflitti di interessi e la disponibilità delle risorse necessarie.

Se viene accertata una responsabilità per fatto doloso, l’amministrazione avrà diritto di rivalsa.

Armi, carriera e comandanti

La riforma dovrà disciplinare anche l’armamento individuale e di reparto, comprese le armi comuni da sparo, le armi a impulsi elettrici e gli strumenti di autodifesa.

Dovranno essere definite le regole su addestramento, uso, porto e custodia delle armi, anche fuori servizio nei casi previsti.

Sul piano professionale, la contrattazione collettiva definirà le qualifiche di agente, sovrintendente, ispettore e commissario e le relative progressioni di carriera.

Sono inoltre previste apposite sezioni dedicate alla Polizia locale nei contratti collettivi del comparto Funzioni locali e dell’area dirigenziale, anche per la valorizzazione professionale e il trattamento accessorio.

Per i comandanti saranno invece stabiliti requisiti professionali e procedure pubbliche di selezione tramite commissioni tecniche. L’incarico sarà conferito a tempo determinato.

Organici e servizi fuori territorio

La consistenza degli organici dovrà essere determinata tenendo conto non soltanto del numero dei residenti, ma anche dei flussi stagionali, dell’estensione e della morfologia del territorio e delle caratteristiche socio-economiche delle comunità locali, sempre nei limiti delle risorse e delle capacità assunzionali disponibili.

La delega consente inoltre di disciplinare alcune attività fuori dal territorio dell’ente di appartenenza.

Per le operazioni di polizia giudiziaria di iniziativa si fa riferimento alla flagranza di reati commessi nel territorio dell’ente o degli enti associati. Sono previste anche missioni per calamità, soccorso o ausilio ad altri corpi, secondo specifiche condizioni, accordi tra amministrazioni e comunicazioni al prefetto.

Il nodo delle risorse

Ed eccoci al punto più concreto: chi paga la riforma?

La legge contiene una clausola di invarianza finanziaria: salvo le specifiche risorse previste per le nuove tutele assistenziali e infortunistiche, dall’attuazione della delega non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

In sostanza, molte delle novità dovranno essere realizzate utilizzando le risorse già disponibili oppure attraverso coperture specifiche previste dai successivi provvedimenti.

Un dettaglio non proprio secondario quando si parla di nuove tecnologie, banche dati, equipaggiamenti e organizzazione del personale.

Le prossime tappe

Bodycam, banche dati, nuove tutele, armamento, carriere e organizzazione sono già indicate nella direzione della riforma, ma saranno i decreti legislativi a stabilire concretamente regole, procedure e limiti.

La riforma, insomma, è partita ma per vedere come funzionerà davvero bisognerà leggere il prossimo capitolo: quello dei decreti attuativi.


Documenti correlati:

  • LEGGE 16 ottobre 2026, n. 187
    Delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell'ordinamento della polizia locale (GU n.243 del 19-10-2026)

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