Sequestro preventivo del denaro destinato alla tangente: quando è prezzo del reato?

Articolo del 04/03/2026

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Nel sequestro preventivo di denaro ritenuto destinato al pagamento di una tangente, la Cassazione (4856/2026) chiarisce quando la somma integra prezzo del reato di corruzione ai sensi dell’art. 322-ter c.p., quali sono i requisiti di fumus delicti e periculum in mora ex art. 321 c.p.p. e quali limiti operano per la confisca per equivalente. Il denaro specificamente accantonato per l’esecuzione del patto corruttivo è sequestrabile anche prima della consegna al pubblico ufficiale. Ricorso rigettato.

Analizziamo la questione applicando il problem solving legale:


1. Problema giuridico

Se, in presenza di un sequestro preventivo disposto ex art. 321, comma 2, c.p.p. su somme rinvenute nella disponibilità dell’indagato e ritenute parte della provvista corruttiva, la motivazione dell’ordinanza del riesame possa considerarsi meramente apparente quando richiama per relationem il decreto genetico; e se una somma non ancora consegnata al pubblico ufficiale possa qualificarsi come prezzo del reato di corruzione, con conseguente legittimità del sequestro funzionale alla confisca diretta ex art. 322-ter, comma 1, c.p.


2. Soluzione adottata

La Corte di cassazione, con sentenza n. 4856 depositata il 6 febbraio 2026, afferma che:

  • la motivazione per relationem è legittima nel cautelare reale quando il Tribunale del riesame espone un autonomo percorso valutativo e si confronta in modo effettivo con le deduzioni difensive;

  • il fumus delicti sussiste quando emergono elementi indiziari che dimostrano il contributo concreto e consapevole dell’indagato alla predisposizione della documentazione di gara e alla formazione della provvista destinata alla tangente;

  • il periculum in mora è integrato dal rischio concreto e attuale di dispersione del denaro, desumibile dalla natura fungibile del contante e dalle modalità operative accertate (frazionamento, rotazione, occultamento);

  • la somma specificamente accantonata per l’esecuzione del patto corruttivo integra prezzo del reato ed è sequestrabile in via diretta anche prima della materiale consegna al pubblico ufficiale, purché la destinazione illecita sia certa e attuale;

  • la confisca per equivalente non può colpire automaticamente il prezzo soltanto promesso e non percepito dal pubblico ufficiale; nei confronti del corruttore l’equivalente riguarda il profitto effettivamente conseguito.

Il criterio decisivo è l’accertamento di un nesso di pertinenzialità diretto, specifico e attuale tra quella somma di denaro e il patto corruttivo.


3. Fatto

L’indagata è coinvolta, insieme a familiari e intermediari, in un procedimento per corruzione e turbata libertà degli incanti relativo a una gara d’appalto. Secondo l’accusa, viene pattuita una tangente complessiva di 135.000 euro in favore del presidente della commissione giudicatrice. Nel corso di una perquisizione domiciliare vengono rinvenuti 35.000 euro in contanti, ritenuti parte della provvista destinata alla tangente e sottoposti a sequestro preventivo dal GIP. Il Tribunale del riesame rigetta l’istanza di annullamento del sequestro. L’indagata ricorre per cassazione deducendo motivazione apparente, insussistenza di fumus e periculum e erronea qualificazione della somma come prezzo del reato.


4. Esito del giudizio

La Corte di cassazione rigetta il ricorso proposto dall’indagata e conferma l’ordinanza del Tribunale del riesame che ha mantenuto il sequestro preventivo della somma di 35.000 euro.


5. Struttura argomentativa

Validità della motivazione
La Corte esclude la nullità per difetto assoluto di motivazione e chiarisce che la motivazione per relationem è ammissibile se accompagnata da un effettivo vaglio critico e da un confronto con le censure difensive.

Fumus delicti
Gli elementi indiziari (intercettazioni, riscontri oggettivi, dinamiche di consegna) evidenziano la partecipazione consapevole dell’indagata alla predisposizione della documentazione di gara e alla formazione della provvista corruttiva.

Periculum in mora
Il rischio di dispersione è valutato in concreto, tenendo conto della natura fungibile del contante e delle modalità di rotazione e occultamento già emerse nelle indagini.

Prezzo del reato e pertinenzialità del denaro
Il denaro è qualificato come prezzo del reato in quanto specificamente destinato all’esecuzione del pactum sceleris, con destinazione illecita certa e attuale, e quindi confiscabile in via diretta.

Limiti della confisca per equivalente
La Corte distingue tra prezzo e profitto del reato: l’equivalente non può estendersi al prezzo soltanto promesso; nei confronti del corruttore presuppone l’accertamento del profitto concretamente conseguito.


6. Orientamenti giurisprudenziali

  • La motivazione per relationem nel cautelare reale è legittima se non si traduce in un rinvio meramente riproduttivo (Cass., sez. III, n. 23400/2024; Cass., sez. III, n. 34481/2025).

  • Costituisce prezzo del reato di corruzione la somma data o promessa al pubblico ufficiale per il compimento dell’atto contrario ai doveri d’ufficio (Cass., Sez. U, n. 9149/1996; Cass., sez. VI, n. 28412/2022).

  • La confisca per equivalente del prezzo presuppone la sua effettiva percezione; nei confronti del corruttore l’ablazione per equivalente riguarda il profitto effettivamente conseguito (Cass., sez. VI, n. 8044/2016; Cass., sez. VI, n. 14017/2014; Cass., sez. VI, n. 9929/2014; Cass., sez. VI, n. 23203/2024; Cass., sez. VI, n. 13620/2025).

La pronuncia si pone in continuità con tale orientamento e rafforza la distinzione tra ablazione diretta del prezzo e ablazione per equivalente del profitto.


7. Check-list operativa

  • verificare la completezza e non apparenza della motivazione dell’ordinanza del riesame;

  • accertare la solidità indiziaria del fumus delicti;

  • valutare in concreto il periculum in mora;

  • qualificare correttamente la somma come prezzo o profitto del reato;

  • distinguere tra confisca diretta ex art. 322-ter, comma 1, c.p. e confisca per equivalente, verificandone i presupposti, soprattutto nei casi di sequestro preventivo del prezzo della corruzione.

Quando la destinazione del denaro alla tangente è certa e attuale, il sequestro preventivo del prezzo della corruzione è legittimo anche prima della consegna al pubblico ufficiale.


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