Esame avvocato 2026: ritorno alle tre prove scritte?

Articolo del 02/03/2026

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Il Milleproroghe 2026 non proroga il regime semplificato dell’esame di avvocato. Senza nuove deroghe, torna centrale il modello ordinario della legge 247/2012: tre prove scritte e orale. Ma il quadro applicativo è davvero già definito?


L’esame avvocato 2026 tornerà alle tre prove scritte?

La domanda non è accademica. È la domanda che in queste settimane si stanno facendo migliaia di praticanti.

Il Milleproroghe 2026 è stato convertito senza alcuna norma che proroghi il regime semplificato dell’esame di Stato. Tradotto: le deroghe Covid non sono state estese.

E quando una deroga non viene prorogata, torna a vivere la disciplina ordinaria.

Ma è davvero tutto così automatico? Vediamolo con ordine.

Il nodo normativo: cosa (non) dice il Milleproroghe

Nel corso dell’iter di conversione del D.L. n. 200/2025 (cd. Milleproroghe 2026) erano stati presentati emendamenti per confermare anche per la sessione 2026 il modello semplificato dell’esame.

Quegli emendamenti non sono passati.

La legge di conversione non contiene alcuna disposizione che mantenga il sistema dell’unica prova orale introdotto durante l’emergenza sanitaria.

Questo significa che, in assenza di una nuova deroga, torna applicabile la disciplina ordinaria prevista dalla legge professionale forense n. 247/2012.

Non è una scelta “espressa” di ritorno al passato. È l’effetto della mancata proroga.

Cosa prevede il modello ordinario

Se si riespande la legge n. 247/2012, l’esame torna alla struttura tradizionale:

  • tre prove scritte (due pareri motivati e un atto giudiziario);

  • una prova orale su più materie;

  • valutazione complessiva delle competenze teoriche e pratiche.

Negli ultimi anni, invece, i candidati hanno affrontato un colloquio orale “rafforzato”, senza le prove scritte.

Per molti praticanti quel modello non era più una deroga: era diventato la normalità.

E qui nasce il problema dell’affidamento.

Il sistema è davvero già definito?

Attenzione però.

La cessazione della deroga non significa che tutto sia già organizzato nei dettagli.

Servono atti ministeriali per disciplinare calendario, commissioni, modalità operative e criteri di correzione.

Siamo quindi in una fase di transizione:

  • le deroghe emergenziali sono finite;

  • il modello ordinario è il riferimento normativo;

  • l’assetto applicativo deve essere definito in concreto dal Ministero della Giustizia.

È un ritorno al passato? Sì, sul piano della fonte normativa.

È un ritorno già operativo? Non del tutto, finché non arrivano gli atti organizzativi.

La posizione di AIGA: il problema dell’incertezza

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha espresso contrarietà per la mancata approvazione degli emendamenti, parlando di scelta irragionevole e lesiva dell’affidamento dei praticanti.

Il punto non è solo “orale sì” o “scritto no”.

Il punto è la stabilità del sistema.

Negli ultimi anni l’esame di Stato è stato modificato più volte:

  • modello tradizionale;

  • modello semplificato;

  • proroghe successive;

  • ora ritorno alla disciplina ordinaria.

Chi si prepara a un esame professionale ha bisogno di regole chiare e stabili, non di un cantiere aperto permanente.

Cosa significa, in concreto, per i candidati 2026

Se oggi un praticante mi chiedesse: “Avvocato, come mi preparo?”, la risposta sarebbe prudente ma netta.

Preparati alle prove scritte.

Allenati su:

  • tecnica di redazione dei pareri;

  • struttura dell’atto giudiziario;

  • gestione del tempo;

  • capacità di argomentazione sintetica e coerente.

Se poi dovesse intervenire una nuova modifica normativa, tanto meglio.
Ma impostare la preparazione sull’ipotesi più impegnativa è la scelta più razionale.

Ritorno al passato o occasione di riforma?

La fine delle deroghe Covid può essere letta in due modi.

Primo: semplice ritorno al modello della legge 247/2012.
Secondo: occasione per aprire finalmente una riflessione seria sull’accesso alla professione.

Numero degli iscritti, qualità della formazione, sostenibilità economica dell’avvocatura, equilibrio tra selezione e accesso: sono temi che non si risolvono con proroghe annuali.

Per ora, però, un dato è certo.

Senza proroga nel Milleproroghe 2026, l’esame “facilitato” non è più la regola.

Il resto dipenderà dalle scelte che arriveranno nei prossimi mesi.

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