
La Legge di delegazione europea 2025 interviene sul recepimento di direttive UE e sull’adeguamento ai regolamenti europei in materia di dati personali, ambiente, cybersicurezza, fiscalità e mercato interno, definendo i criteri per i futuri decreti legislativi di attuazione.
Pubblicata in Gazzetta la Legge di delegazione europea 2025 (Legge 17 marzo 2026, n. 36).
Il provvedimento interviene su una pluralità di ambiti, attraverso:
il recepimento di direttive;
l’adeguamento a regolamenti europei già direttamente applicabili;
il coordinamento della normativa nazionale con quella dell’Unione.
Si tratta quindi di una legge di sistema, destinata a produrre effetti concreti attraverso i successivi decreti legislativi di attuazione.
Tra gli atti normativi più rilevanti rientrano:
la direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane;
la direttiva (UE) 2016/680 sul trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti in ambito penale;
la direttiva (UE) 2025/2037 relativa allo status di protezione del lupo;
la direttiva (UE) 2025/516 in materia di IVA nell’era digitale;
la direttiva (UE) 2025/1788 sul diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell’Unione residenti in uno Stato membro diverso da quello di cittadinanza.
A queste si aggiungono ulteriori direttive in materia di tutela dei consumatori, economia circolare e mercato interno.
Il provvedimento prevede inoltre l’adeguamento dell’ordinamento interno a diversi regolamenti UE, tra cui:
il regolamento (UE) 2024/590 relativo alle sostanze che riducono lo strato di ozono;
il regolamento (UE) 2024/1157 sulle spedizioni di rifiuti;
il regolamento (UE) 2024/2847 (Cyber Resilience Act), relativo ai requisiti di cybersicurezza dei prodotti con elementi digitali;
il regolamento (UE) 2025/37 sulla certificazione della cybersicurezza;
il regolamento (UE) 2025/38 in materia di rilevamento e risposta agli incidenti informatici;
il regolamento (UE) 2024/1735, volto a rafforzare l’ecosistema europeo delle tecnologie a zero emissioni nette.
La legge di delegazione include anche disposizioni relative a:
modernizzazione della disciplina dei disegni e modelli industriali, con l’obiettivo di favorire la competitività, in particolare delle PMI;
promozione dell’economia circolare, anche attraverso il rafforzamento del diritto alla riparazione dei beni (direttiva (UE) 2024/1799);
disciplina della progettazione, costruzione e immissione sul mercato di macchine e prodotti correlati;
rafforzamento della trasparenza e integrità delle attività di rating ESG;
raccolta e comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali, in attuazione del protocollo UNECE sui registri delle emissioni;
sviluppo della cybersicurezza e della resilienza digitale;
evoluzione della fiscalità digitale e dei sistemi IVA.
La legge di delegazione europea non introduce direttamente nuove norme operative, ma definisce i criteri e i principi che il Governo dovrà seguire nell’adozione dei decreti legislativi.
Gli effetti concreti si produrranno quindi nella fase attuativa, incidendo su:
attività professionali e contenzioso;
organizzazione delle imprese;
procedimenti amministrativi;
diritti e obblighi dei cittadini.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle principali trasformazioni del diritto europeo e nazionale, riconducibili a tre direttrici fondamentali:
transizione digitale;
transizione ecologica;
integrazione dei sistemi giuridici europei.
La legge anticipa quindi i futuri interventi normativi e rappresenta un passaggio essenziale per l’adeguamento dell’ordinamento italiano agli sviluppi del diritto dell’Unione europea.
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