Corte di Cassazione, sez. V Civile, Ordinanza n.11926 del 15/05/2010

Pubblicato il

Condividi su FacebookCondividi su LinkedinCondividi su Twitter

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Bari, in persona del legale rapp.te pro tempore, elett.te dom.to in Roma, al viale Umberto Tupini 133, presso lo studio dell’avv. De Zordo Agostino, dal quale è rapp.to e difeso, unitamente all’avv. Vito Maritelli, giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

Comune di Sannicandro di Bari, in persona del legale rapp.te pro tempore;

– intimato –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Puglia n. 133/2007/09 depositata il 28/11/2007;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del giorno 14/4/2010 dal Consigliere Relatore Dott. Marcello Iacobellis;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale, Dott. FEDELI Massimo, che ha concluso aderendo alla relazione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Bari contro Comune di Sannicandro di Bari è stata definita con la decisione in epigrafe, recante il rigetto dell’appello proposto dalla contribuente contro la sentenza della CTP di Bari n. aveva accolto/rigettato il ricorso della contribuente avverso l’avviso di liquidazione n. 9620/02 ICI 1999. Il ricorso proposto dall’IACP si articola in due motivi. Nessuna attività difensiva è stata svolta dall’intimato.

Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 14/4/2010 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con primo motivo il ricorrente assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7. La CTR avrebbe erroneamente ritenuto non applicabile l’esenzione di cui alla norma succitata. La censura è infondata alla luce del principio affermato da questa Corte (Sez. U, Sentenza n. 28160 del 26/11/2008) secondo cui, in tema di ICI, non spetta agli immobili degli IACP l’esenzione prevista dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), che esige la duplice condizione – insussistente per questa categoria di beni – dell’utilizzazione diretta degli immobili da parte dell’ente possessore e dell’esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito. Per effetto, poi, della disposizione di cui al D.L. n. 93 del 2008, art. 1, comma 3, convertito con modificazioni nella legge n. 126 del 2008, gli immobili degli enti citati, per i tributi maturati a partire dal 1 gennaio 2008, potranno godere della totale esenzione dall’imposta comunale in esame. Nè tale principio è superabile alla luce delle considerazioni espresse dalla ricorrente.

Con secondo motivo la ricorrente assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 8. La CTR non avrebbe riconosciuto la riduzione di cui alla citata norma. La censura è inammissibile in quanto la questione non risulta sottoposta all’esame del giudice di merito. Consegue da quanto sopra il rigetto del ricorso.

Nulla per le spese in assenza di attività difensiva.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 14 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 15 maggio 2010

©2024 misterlex.it - [email protected] - Privacy - P.I. 02029690472