Corte di Cassazione, sez. II Civile, Ordinanza n.14188 del 12/06/2010

Pubblicato il

Condividi su FacebookCondividi su LinkedinCondividi su Twitter

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 1232-2008 proposto da:

A.G., elettivamente domiciliato in ROMA, LUNGOTEVERE A.

DA BRESCIA 9, presso lo studio dell’avvocato QUEIROLO STEFANO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GUARESCHI BRUNO, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA DI CREMONA – UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO, in persona del Prefetto pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende, ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 693/2007 del GIUDICE DI PACE di CREMONA, depositata il 05/11/2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 19/02/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

è presente il P.G. in persona del Dott. GIAMPAOLO LECCISI.

PREMESSO IN FATTO

che nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si legge quanto segue:

“Viene impugnata sentenza del giudice di pace su opposizione ai sensi della L. n. 689 del 1981, appellabile a seguito dell’abrogazione – disposta dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 26, comma 1, lett. b) – dell’art. 23, u.c., Legge cit.. Il ricorso si rivela dunque inammissibile …”.

CONSIDERATO IN DIRITTO

che detta relazione è stata ritualmente comunicata al P.M. e notificata agli avvocati delle parti, i quali non hanno presentato conclusioni o memorie; che la stessa è condivisa dal Collegio;

che, pertanto, il ricorso va dichiarato inammissibile, con condanna del soccombente alle spese, liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 400,00 per onorari, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 19 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 12 giugno 2010

©2024 misterlex.it - [email protected] - Privacy - P.I. 02029690472