LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE LAVORO
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –
Dott. LAMORGESE Antonio – Consigliere –
Dott. LA TERZA Maura – rel. Consigliere –
Dott. CURCURUTO Filippo – Consigliere –
Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –
ha pronunciato la seguente:
ordinanza
sul ricorso 18253-2009 proposto da:
C.T., ricorrente che non ha depositato il ricorso nei termini prescritti dalla legge;
– ricorrente non costituita –
contro
POSTE ITALIANE SPA in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI, che la rappresenta e difende, giusta procura speciale ad litem a margine del controricorso;
– controricorrente –
avverso la sentenza n. 7438/2007 della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 05/06/2008;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglia del 15/07/2010 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA LA TERZA;
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. MASSIMO FEDELI.
FATTO E DIRITTO
Letto il controricorso proposto dalla spa Poste Italiane al ricorso notificato da C.T.;
rilevato che il medesimo ricorso non è stato poi depositato nel termine prescritto dall’art. 369 c.p.c. come risulta dalla dichiarazione della cancelleria;
Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di improcedibilità del ricorso;
Ritenuto che il rilievo di cui alla relazione è condivisibile, per cui il ricorso va dichiarato improcedibile e la ricorrente va condannata al pagamento delle spese, liquidate come dispositivo.
P.Q.M.
La Corte dichiara improcedibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese liquidate in Euro trenta oltre millecinquecento Euro per onorari, oltre Iva, CPA e spese generali.
Così deciso in Roma, il 15 luglio 2010.
Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2010