Libero

Cap. 13 de "Il Chiodo" di Gianmaria Parrotta del 02/05/2026

Condividi su FacebookCondividi su LinkedinCondividi su Twitter

Continuiamo il viaggio nel racconto Il Chiodo di Gianmaria Parrotta con la pubblicazione del dodicesimo capitolo.

_______

IL CHIODO

di Gianmaria Parrotta
 

Cap.  XIII - Libero

Si alzò. Grondava adesso, desiderio di vendetta: un fiume, una sete, una necessità che non poteva attendere. Andò dalla donna, in quello stato.

Mi scusi, la prego. Ho lasciato il telefono a casa. Devo fare una telefonata. È davvero urgente. Mi creda. Solo due minuti.

Va bene, va bene! Tenga, non c’è problema…

Non so il numero.

Santa pazienza! Chi deve chiamare?

Può cercarmi lo studio dell’avvocato xxx, per favore?

Un avvocato, eh?

Sì…

La donna esitò. Poi cercò sul telefono, le dita veloci. Premette due o tre volte sullo schermo, quindi gli passò l’apparecchio.

Sta suonando.

Io… Io… Vado al tavolo, è personale.

Non sparisca, eh? Mica me lo ruba?

Sorrideva, scherzava. Martino si rigirò, serio.

Signora. Io non sono un ladro. Veramente.

La donna lo scacciò come si fa con una mosca, facendogli pure ampi gesti di dar retta alla chiamata, che avrebbero dovuto rispondere in fretta. Infatti, ancora non era arrivato al suo tavolo, una voce scostante di segretaria gracchiò all’altro capo.

Giovanni si negò due volte. Ricompose il numero, rispose di nuovo quella.

Gli dica se preferisce che venga là. Adesso.

Qualche secondo, e il suo vecchio amico di famiglia grugnì il suo pronto.

Giovanni! Giovanni io ti devo parlare.

Parla!

Giovanni sono libero, mi hanno rilasciato oggi…

Lo so.

Senti, io voglio fare causa! Mi hanno condannato senza prove! Un anno mi son fatto, quasi quattordici mesi! Non ho più un lavoro, niente! Mi hanno distrutto! Io voglio chiedere i danni!

E cosa vuoi da me?

Ma come?... Io… Tu…

Guarda che non voglio averci niente a che fare con questa storia. Abbiamo una reputazione.

Ma… Ma sono innocente! Quel tizio ha confessato!

Martino, la verità processuale, sai… Ne ho viste tante... Se vuoi un consiglio ora lasciati tutto alle spalle, dimentica. Cambia vita, dammi retta.

Cambia vita? Tu pensi che io possa avere ancora una vita?

Vai via, vai all’estero, vai dove nessuno ti conosce… O cercati un lavoro, lascia che il tempo faccia il suo… Fai come ti pare ma io non ti posso aiutare.

Un lavoro? Ma mi prendi per il culo? Credi che sia facile trovare un lavoro a…

A uno come te? No.

Uno come me!

Martino, ho da fare. E per favore. Non chiamare più. Dimenticati anche di me, cancella il mio numero.

Anche ora che sono dichiarato innocente, mi tratti così? Ma cosa ti ho fatto?

Innocente, sì. Buona vita, Martino, in bocca al lupo. Addio!

Attaccò. Lo lasciò così, senza più parole né pensieri. Il sudore gli si stava asciugando freddo addosso. Prese il quadro. Riportò il telefono alla barista, che con un’altra, l’ennesima, occhiata, in qualche modo riuscì a leggergli qualcosa dentro.

Andata male, eh?

Non bene, no. La ringrazio.

Niente, niente! Mi dispiace. Nella vita tutto passa, vedrà che non potrà che andar meglio…

Grazie, grazie. Arrivederci…

Tutto passa, rifletté Martino prima di ributtarsi al vento, all’aria, prima di aprire la porta: sarà poi vero?, si chiese. Non ci credo, parlò senza rendersene conto: non ci credo, non mi pare. Si strinse nelle spalle, si tastò le tasche, e uscì.

Si incamminò.

.....continua


>> SOMMARIO <<

©2024 misterlex.it - [email protected] - Privacy - P.I. 02029690472