Equo compenso, approvata nuova norma deontologica

Articolo del 01/03/2024

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Il Consiglio Nazionale Forense (CNF), nella seduta del 23 febbraio 2024, ha approvato una norma deontologica che mira a rafforzare il principio dell'equo compenso per gli avvocati, in attuazione della legge n. 49 del 2023.

Il Cnf ricorda che l'obiettivo della nuova legge è quello di garantire che gli avvocati ricevano un "adeguato compenso per la loro attività professionale, contrastando al tempo stesso il fenomeno delle parcelle troppo basse o addirittura gratuite".

La Commissione deontologica del CNF ha quindi redatto il testo dell'articolo 25-bis, che è passato attraverso un processo consultivo con i Consigli dell'Ordine degli avvocati prima di ricevere l'approvazione definitiva.

L'articolo stabilisce che gli avvocati non possono pattuire compensi che non siano "giusti, equi e proporzionati" al servizio fornito, in linea con i parametri forensi esistenti. La non osservanza di questa regola comporta l'imposizione della censura.

Inoltre, la normativa impone agli avvocati l'obbligo di comunicare per iscritto ai loro clienti che il compenso dovrebbe rispettare i criteri legali stabiliti, con la minaccia di nullità dell'accordo in caso contrario. La mancata aderenza a questa disposizione specifica si traduce nell'applicazione di una sanzione disciplinare sotto forma di avvertimento.

Questa evoluzione nel codice deontologico forense entrerà in vigore con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, segnando il completamento del percorso legislativo previsto per le norme professionali degli avvocati. Con queste modifiche, il CNF si adopera per assicurare che la remunerazione degli avvocati rifletta in modo equo il valore del loro lavoro professionale.

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