Esame avvocato 2026: verso due prove scritte e un orale? Il tavolo tecnico al Ministero

Articolo del 11/03/2026

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Dopo la mancata proroga del regime semplificato nel decreto Milleproroghe 2026, il Ministero della Giustizia apre un tavolo tecnico con CNF e AIGA per definire le modalità del prossimo esame di abilitazione forense. Tra le ipotesi allo studio emerge un modello con due prove scritte e una orale, alternativa sia al sistema emergenziale degli ultimi anni sia al ritorno alle tre prove scritte previste dalla legge professionale.

Il decreto Milleproroghe 2026 non ha prorogato il regime semplificato dell’esame di abilitazione forense introdotto negli anni della pandemia. Durante l’esame parlamentare non sono stati approvati gli emendamenti che miravano a disciplinare in via transitoria la sessione 2026, lasciando quindi irrisolta la questione delle modalità dell’esame.

L’assenza di una disposizione specifica lascia quindi aperta la questione delle modalità di svolgimento dell’esame e riporta al centro del dibattito il possibile ritorno al modello tradizionale previsto dalla legge professionale forense n. 247 del 2012, basato su tre prove scritte e un esame orale.

Il tavolo tecnico al Ministero della Giustizia

Il 10 marzo 2026 si è aperto presso il Ministero della Giustizia il tavolo tecnico istituzionale dedicato alla definizione delle modalità dell’esame di abilitazione forense per la sessione 2026. L’incontro rappresenta il primo momento di confronto formale tra Ministero e rappresentanze dell’avvocatura dopo l’assenza di una proroga normativa nel decreto Milleproroghe.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del Ministero, del Consiglio Nazionale Forense (CNF) e dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA).

L’apertura del tavolo nasce dalle preoccupazioni espresse da molti praticanti e dalle associazioni forensi per l’assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme per la prossima sessione di esame. Negli ultimi mesi, infatti, numerosi interventi pubblici delle rappresentanze dell’avvocatura avevano evidenziato il rischio di incertezza organizzativa per migliaia di candidati. In particolare, il presidente dell’AIGA Luigi Bartolomeo Terzo ha sottolineato l’esigenza di definire rapidamente regole certe, così da evitare incertezze organizzative e garantire parità di condizioni per tutti i candidati.

L’AIGA ha espresso “vivo apprezzamento” per l’avvio del confronto istituzionale, evidenziando come il dialogo tra Ministero e rappresentanze dell’avvocatura costituisca uno strumento essenziale per assicurare stabilità e certezza del diritto in una fase di transizione.

L’ipotesi allo studio: due prove scritte e un orale

Tra le ipotesi attualmente emerse nel confronto istituzionale figura un modello di esame articolato in due prove scritte e una prova orale. La soluzione rappresenterebbe un punto di equilibrio tra il possibile ritorno al sistema ordinario delle tre prove scritte previsto dalla legge professionale forense e il regime semplificato applicato negli ultimi anni.

Si tratterebbe di una soluzione intermedia rispetto sia al modello tradizionale delle tre prove scritte previsto dalla legge professionale forense, sia al regime semplificato introdotto negli ultimi anni.

Secondo le prime indicazioni emerse nel confronto istituzionale, le prove scritte potrebbero riguardare:

  • la redazione di un parere motivato su una questione di diritto civile, penale o amministrativo;

  • la predisposizione di un atto giudiziario, volto a verificare la capacità del candidato di integrare diritto sostanziale e diritto processuale.

Le prove si svolgerebbero in presenza, con l’utilizzo di strumenti di videoscrittura e con la possibilità di consultare codici annotati con la giurisprudenza, soluzione che mira ad avvicinare maggiormente l’esame alla pratica professionale.

La prova orale, invece, dovrebbe riguardare:

  • la discussione di casi pratici;

  • il diritto sostanziale e processuale;

  • una materia a scelta del candidato;

  • la deontologia e l’ordinamento forense.

Verso una riforma più stabile dell’esame di avvocato

Il tavolo tecnico non punta solo a definire le regole della sessione 2026, ma ad avviare una revisione più ampia dell’accesso alla professione forense. L’obiettivo condiviso è superare il modello emergenziale degli ultimi anni e arrivare a un sistema di esame stabile, più vicino alla pratica professionale.


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