
Primo via libera al nuovo Codice della strada: cambiano patenti, multe, notifiche, assicurazioni, sicurezza e guida automatizzata. Ecco le principali novità.
Patenti più lunghe, multe progressive, verbali entro 45 giorni e nuove regole su assicurazioni, motocicli e guida automatizzata.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare, nella riunione del 13 ottobre 2026, lo schema di decreto legislativo recante il nuovo Codice della strada, destinato a sostituire il D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.
La riforma, proposta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, attua la delega prevista dalla legge 25 novembre 2024, n. 177 e punta a una riscrittura organica della disciplina, con particolare attenzione a digitalizzazione, sicurezza, nuove forme di mobilità e sistema sanzionatorio.
Attenzione però: le nuove regole non sono ancora in vigore. Il testo deve completare l’iter previsto e potrà essere modificato prima dell’approvazione definitiva.
Vediamo le principali novità.
Per le patenti del gruppo 1, quindi principalmente automobili e motocicli, il rinnovo con validità decennale verrebbe esteso fino a 65 anni, anziché 50.
Patente e documenti di circolazione potranno inoltre essere esibiti in formato digitale.
Novità anche per i conducenti professionali: chi abbia iniziato da almeno un anno il corso di qualificazione iniziale potrebbe, a determinate condizioni, guidare i veicoli per i quali è richiesta la Carta di qualificazione del conducente (CQC) prima del suo conseguimento.
Per il trasporto professionale il limite massimo di età salirebbe inoltre da 68 a 70 anni, con verifiche periodiche.
Cambia il sistema delle multe per eccesso di velocità.
Al posto degli attuali scaglioni, la sanzione pecuniaria aumenterà progressivamente in relazione ai chilometri orari di superamento del limite, mentre resterà un sistema per fasce per le sanzioni accessorie.
Più in generale, la riforma sospende l’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione e riduce diversi importi, mantenendo però sanzioni più severe per le condotte considerate maggiormente pericolose.
Per le violazioni accertate a distanza senza contestazione immediata, come quelle rilevate mediante autovelox, il termine per notificare il verbale passerebbe da 90 a 45 giorni.
La digitalizzazione incide anche sulle notifiche, privilegiando il domicilio digitale quando disponibile, mentre la posta tradizionale diventa residuale.
Viene inoltre rafforzata l’archiviazione d’ufficio dei verbali in presenza di determinate irregolarità, anche su istanza dell’interessato e persino quando sia già pendente un ricorso.
La riforma rafforza i controlli sulla RC auto attraverso le banche dati pubbliche.
Per i veicoli che risultano privi di copertura assicurativa, dopo la procedura prevista e in mancanza di regolarizzazione, potrà scattare il divieto di circolazione a tempo indeterminato.
I veicoli stranieri che circolano stabilmente in Italia per oltre 30 giorni dovranno inoltre essere assicurati secondo le regole italiane, mentre vengono potenziati gli strumenti per recuperare le sanzioni non pagate dagli utenti stranieri.
Per imprese, noleggiatori e operatori del mercato dell’usato, gli interventi oggetto di richiamo di sicurezza dovranno essere eseguiti entro 24 mesi.
In caso contrario, il veicolo non potrà essere sottoposto a revisione né trasferito mediante passaggio di proprietà.
Per le imprese di trasporto sono inoltre previsti nuovi obblighi sul corretto utilizzo del tachigrafo.
Una novità di particolare interesse per avvocati e assicurazioni riguarda il contenzioso risarcitorio.
Fotografie e video realizzati dalle parti sul luogo e nell’immediatezza dell’incidente potranno essere utilizzati come fonte di prova.
Documentare subito posizione dei veicoli, danni, segnaletica e condizioni della strada potrebbe quindi assumere ancora maggiore importanza.
Per conducenti e passeggeri dei motoveicoli lo schema prevede nuove misure di protezione durante la circolazione autostradale.
I motociclisti potranno inoltre utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, salvaguardando naturalmente il passaggio dei mezzi di soccorso.
Per i cicli a propulsione sono previsti casco e contrassegno, mentre per i monopattini vengono introdotte regole più stringenti contro comportamenti pericolosi o di intralcio ai pedoni.
Il nuovo Codice disciplina anche i veicoli a guida automatizzata.
A bordo dovrà essere presente un controllore in grado di intervenire prontamente in caso di emergenza e che resterà responsabile della circolazione anche durante il funzionamento automatizzato del veicolo.
È prevista inoltre l’istituzione di un Osservatorio per valutare le condizioni necessarie alla futura circolazione dei veicoli totalmente automatizzati.
Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), così da garantirne il riconoscimento sull’intero territorio nazionale e contrastarne l’utilizzo improprio.
Per il momento non cambia nulla per automobilisti e conducenti.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto soltanto in esame preliminare. Sullo schema dovranno essere acquisiti i pareri previsti e il testo tornerà poi al Governo per l’adozione definitiva.
Alcune disposizioni potrebbero quindi cambiare durante l’iter.
Il nuovo Codice ha ricevuto il primo via libera, ma per applicare concretamente le nuove regole bisognerà attendere il testo definitivo e la sua entrata in vigore.
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