Decreto Scuola, tetto del 30% per gli studenti stranieri nelle classi prime

Articolo del 01/10/2026

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Dal 2027/2028 sarà introdotto un limite del 30% nelle classi prime per alcune categorie di studenti non italiani. Previste anche misure per l’integrazione linguistica, corsi per i genitori e sanzioni.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 30 settembre 2026, n. 170, con misure urgenti per la scuola, il PNRR, l’integrazione degli studenti stranieri, la formazione superiore e la ricerca. Il decreto è in vigore dal 1° ottobre 2026.

Tra le principali novità, dall’anno scolastico 2027/2028 viene introdotto nelle classi prime un limite del 30% per determinate categorie di alunni con cittadinanza non italiana.

A chi si applica il tetto del 30%?

Il limite non riguarda indistintamente tutti gli studenti stranieri, ma:

  • nella scuola primaria, gli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia;

  • nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, gli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo il sistema nazionale di istruzione per almeno tre anni scolastici.

Se le domande di iscrizione non consentono di rispettare la soglia, gli Uffici scolastici di ambito territoriale, sentiti i dirigenti interessati, devono adottare misure per garantire una distribuzione equilibrata tra le scuole vicine, rispettando la prossimità al domicilio e tenendo conto di particolari esigenze familiari documentate.

Una disciplina anticipata opera già dall’anno scolastico 2026/2027: in caso di iscrizione in corso d’anno alla classe prima o di iscrizione, a inizio o in corso d’anno, alle classi successive, gli studenti dovranno essere inseriti, per quanto previsto dal decreto, in classi che rispettino gli stessi limiti.

Italiano per studenti e genitori

Nelle scuole in cui, nonostante le misure organizzative, non sia possibile rispettare il tetto del 30%, sono previste attività extracurricolari per potenziare le competenze di base nella lingua italiana.

Il decreto interviene anche sulle barriere linguistiche dei genitori. Se queste ostacolano l’integrazione scolastica e il percorso educativo del minore, la scuola segnala il caso ai servizi sociali, che possono predisporre un progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità con un corso gratuito di italiano presso i CPIA, finalizzato almeno al livello A2.

Il mancato svolgimento del percorso, dopo formale diffida e salvo giustificati impedimenti, comporta una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro.

Volto coperto: divieto e sanzioni

È inoltre vietato partecipare alle attività curriculari ed extracurriculari con il volto coperto o comunque in modo da impedirne il riconoscimento, salvo specifiche ragioni sanitarie o connesse alle attività didattiche e formative.

La violazione è punita con una sanzione da 200 a 1.000 euro. Se commessa da un minore, la sanzione si applica a chi esercita la responsabilità genitoriale.

Le altre misure

Il decreto interviene anche sul sostegno agli alunni con disabilità, modificando le regole sul PEI e sulla definizione delle ore di sostegno.

Dal 2027/2028 sarà inoltre possibile scegliere, dal secondo anno della scuola media, un’ora settimanale aggiuntiva di Latino per l’educazione linguistica.

Previsti anche maggiori fondi per i libri di testo, interventi per il completamento del PNRR e la nuova denominazione degli istituti tecnici e professionali, che diventano rispettivamente “licei tecnologici” e “licei professionali”.


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